Autore: Antonio Murrone

Calcio

23
Giu

Conferenza stampa shock: ufficiale, la società rinuncia all’iscrizione

Una società rinuncia all’iscrizione

Un’altra storia triste del calcio italiano. L’ennesima di un’estate quanto mai rovente per il calcio giocato negli uffici e nei tribunali che troppo fa star male i tifosi, grandi vere vittime di questa situazione. Vi abbiamo parlato più volte dei problemi legati alla questione stadio, con società che non hanno strutture adeguate e sono alla disperata ricerca di nuove sistemazioni. Stavolta una società rifiuta addirittura di iscriversi perchè non ha trovato uno stadio adeguato. Si tratta dell’Albissola: la soluzione- Arezzo, che sembrava inizialmente concreta, non si è poi definita.

La triste conferenza stampa: il calcio italiano perde un’altra società

Il patron dell’Albissola, Gianpiero Colla ha preso la parola ed era visibilmente amareggiato, parlando come un fiume in piena del progetto naufragato ma degli obiettivi raggiunti negli anni: «Non abbiamo trovato uno stadio per poterci iscrivere al prossimo campionato di Serie C. Mi da fastidio essere stato preso per un pagliaccio, ma sono un industriale serio. Siamo quotati in borsa, con uffici stampa in Francia e in Inghilterra. Con grandissima amarezza dobbiamo chiudere quest’avventura. Non abbiamo mai fatto un centesimo di nero, giocando pulito. Questo deve essere chiaro a tutti. Avremo avuto fortuna, ma il risultato sportivo lo abbiamo ottenuto. Per portare avanti un progetto serve un appoggio da parte del territorio, non ci sono alternative. Non possiamo chiedere sponsorizzazioni esponendo poi gli striscioni a Chiavari. Mi spiace per i nostri ultras, in maniera inimmaginabile. Vercelli e Alessandria sono già occupate da Gozzano e Juve Under 23, mentre a Cuneo ci sono troppi lavori da fare. Per ripartire dalla Serie D il Comune dovrebbe versare 300.000 euro.»

Sulla stessa linea d’onda la presidente Claudia Fantino: «Si è cercato in tutti i modi di portare avanti l’Albissola, ma dal territorio non c’è stato alcun tipo di aiuto. La Lega ha cercato di aiutarci, cercando di venici in supporto, ma i miracoli non possiamo farli. Siamo amareggiati e delusi, ma chi ha lavorato con noi conosce la correttezza e la passione di questa famiglia». Insomma, dopo il Siracusa, che ha rinunciato ad iscriversi alla prossima Serie C, il calcio italiano deve dire addio ad un’altra società. Un’altra pagina nera del calcio professionistico italiano.