Calcio, il Parma è fallito. Cosa succederà adesso?

Il Tribunale di Parma ha dichiarato ufficialmente il fallimento del Parma calcio. Cosa succederà ora al Parma e al campionato italiano?

Dopo mesi di tensione, è arrivato il fallimento del Parma calcio.
Cosa succederà al Parma ormai fallito?

Ad accelerare un esito che ormai appariva sempre più scontato, è stato il recente arresto del numero uno del Parma Giampietro Manenti, ora in carcere a San Vittore.

Il Tribunale di Parma ha dunque dichiarato fallita la società di calcio della città emiliana ma ha

«disposto contestualmente l’esercizio provvisorio dell’impresa, designando Pietro Rogato quale Giudice Delegato e ha nominato Angelo Anedda (Presidente dell’ordine dei Dottori Commercialisti di Parma) e Alberto Guiotto (Dottore Commercialista in Parma e Presidente della Commissione crisi d’impresa del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti) quali curatori fallimentari»

In sostanza l’incarico che è stato affidato ai due curatori

«è quello di gestire l’azienda, coordinandosi con il tribunale e il comitato dei creditori, accertare le passività fallimentari e le eventuali responsabilità degli organi sociali, liquidare le attività, anche attraverso la vendita dei beni aziendali, il recupero di crediti e azioni di risarcimento danni, per destinarlo ai creditori. Compito dei curatori sarà anche quello di verificare se sussistano effettivamente le condizioni per la prosecuzione e conclusione del campionato di serie A da parte della storica società calcistica»

Cosa succederà dunque ora al Parma? E al campionato di Serie A in corso?

La Figc, la Lega calcio e il sindaco di Parma Pizzarotti si stanno muovendo alla ricerca di un piano che possa permettere al Parma di concludere il campionato, per non rischiare di compromettere la validità dello stesso. Inoltre portare alla fine del campionato il Parma permetterebbe di assegnare la società ad un nuovo proprietario facendola ripartire dalla Serie B, evitando quindi di ripartire dai dilettanti.

Ma come fare? Le alternative sono sostanzialmente due.

Il primo piano che permetterebbe al Parma di concludere il campionato e di ripartire il prossimo anno dalla Serie B fa riferimento ad una regola delle Noif (articolo 52), la stessa a cui ha fatto ricorso il Bari nella stagione 2013/2014. Essa prevederebbe per il Parma il varo di una gestione collettiva Figc – Lega che permetterebbe di coprire le spese fino a giugno, attingendo dal fondo multe.

A fine campionato, poi, il Parma verrebbe affidato ad un nuovo proprietario che dovrebbe farsi carico del prezzo fissato dall’asta per il marchio sportivo, dei debiti sportivi pregressi, e di restituire i soldi anticipati da Figc e Lega.

L’alternativa a questo piano sarebbe quella di far fallire il Parma a giugno e, grazie a una deroga del Presidente federale, farlo ripartire dalla Lega Pro anziché dai dilettanti. In questo caso, essendo il club sgravato dai debiti sportivi, sarebbe già presente una cordata di imprenditori disponibili all’acquisizione.