Terapia del dolore, cosa prevede la legge 38 che 2 italiani su 3 non conoscono

Terapia del dolore e cure palliative: dopo 7 anni, 2 italiani su 3 ancora non conoscono la legge che garantisce l’accesso alle cure assistenziali. Ecco cosa prevede la legge 38 contro il dolore.

Terapia del dolore e cure palliative: la legge 38 che ne garantisce l’accesso è entrata in vigore il 15 marzo 2010, ben sette anni fa. Nonostante questo 2 italiani su 3 ancora non sanno dell’esistenza di tale legge.

Questo è quanto emerge dall’indagine svolta dall’Osservatorio volontario per il monitoraggio della terapia del dolore e delle cure palliative della Fondazione Gigi Ghirotti. Attraverso l’analisi di 13.374 schede compilate da pazienti e familiari, è stato evidenziato che il 63% degli intervistati non è a conoscenza dell’esistenza di una legge contro il dolore.

Il 70% dei partecipanti all’indagine non sa che le strutture ospedaliere sono tenute per legge a misurare il dolore del paziente e ad annotarlo nella cartella clinica, prescrivendo quindi una specifica terapia e monitorandone i risultati. Il problema fondamentale è che il 65% dei medici di famiglia, nonostante il paziente abbia manifestato il suo dolore, non ha prescritto una visita specialistica in un Centro di terapia del dolore.

Nonostante ciò, tra coloro che hanno potuto usufruire dei servizi dedicati alle cure palliative, il 70% dei pazienti ha affermato di essere soddisfatto delle cure ricevute. L’80% dei pazienti presi in cura dai centri di terapia del dolore o dagli hospice ha sottolineato le qualità umane e professionali del personale di tali strutture.

Affinché tali cure divengano note e accessibili al maggior numero di persone, ecco una breve guida sulla legge 38 per l’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore.

Cure palliative e terapia del dolore: cosa prevede la legge 38

Il 15 marzo 2010 è entrata in vigore la legge n.38 per le «Disposizioni per garantire l’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore». Il testo completo della Legge è consultabile sul sito del Ministero della Salute.

La legge ha rappresentato una grande novità, stabilendo delle regole precise al fine di garantire al malato il livello essenziale di assistenza nel rispetto della dignità e dell’autonomia del soggetto interessato.

Lo scopo primario della legge, quindi, è quello di assicurare l’ equità nell’accesso all’assistenza e alle cure palliative e alla terapia del dolore, attraverso delle cure di qualità e appropriate per le esigenze specifiche di ciascun paziente. La legge, inoltre, riserva un’attenzione particolare ai pazienti pediatrici, i quali necessitano di servizi adeguati alle esigenze loro e delle famiglie che devono assistere i propri bambini nel percorso della malattia.

A tal scopo, sono state individuate diverse strutture sanitarie che hanno il compito di assicurare un programma di cure individuale per ciascun malato e per la sua famiglia, senza distinzioni o discriminazioni. Il paziente deve essere tutelato e assistito in ogni fase della malattia, soprattutto in quella terminale, attraverso un sostegno sanitario e socio-assistenziale adeguato anche per la famiglia.

Ecco le principali novità introdotte dalla legge contro il dolore:

  • Rilevazione del dolore nella cartella clinica: nella cartella clinica di ogni paziente deve essere riportata la misurazione del dolore e le indicazioni riguardo il decorso della malattia, oltre alla specifica terapia prescritta e ai risultati con essa ottenuti;
  • Creazione a livello nazionale di due reti di assistenza distinte per cure palliative e terapia del dolore: il Ministero ha promosso l’attivazione e l’integrazione di reti per l’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore, su base regionale e nazionale. Ad oggi le Regioni che hanno creato le due reti assistenziali sono Piemonte, Sicilia, Veneto, Marche ed Emilia Romagna;
  • Semplificazione delle procedure d’accesso ai medicinali antalgici: la legge ha modificato alcuni principi riguardanti gli stupefacenti e le sostanze psicotrope, semplificando la prescrizione dei farmaci oppiacei non iniettabili attraverso i normali ricettari del Servizio sanitario nazionale e non più con dei ricettari speciali;
  • Formazione specifica per personale medico e sanitario: attraverso una collaborazione tra ministero dell’Istruzione e Ministero della Salute, sono stati individuati o istituiti degli specifici percorsi formativi e master universitari in materia di cure palliative e terapia del dolore. Il Ministero della Salute ha, inoltre, il compito di individuare le figure professionali con competenze specifiche ed esperienza in questo particolare ambito sanitario e assistenziale.