Autore: Giorgia De Angelis

Regno Unito - Automobili - Smart car

12
Ott

La Dyson scarta il progetto da 2,5 milardi di sterline per le auto elettriche

Nessuna concorrenza per Elon Musk, l’auto elettrica Dyson annunciata due anni fa non verrà realizzata.

Può capitare a tutti di compiere il passo più lungo della gamba, anche a un inventore miliardario a capo di un’azienda conosciuta in tutto il mondo.
In queste ultime ore James Dyson, fondatore della multinazionale che porta il suo nome, ha comunicato mandando una mail al suo staff che (almeno per il momento) non verrà portato a termine il piano annunciato nel 2017, che prevedeva la realizzazione di un progetto del tutto nuovo per il noto marchio di elettrodomestici: un’auto elettrica.

Il progetto iniziale

Sir Dyson, l’uomo che ha letteralmente rivoluzionato l’aspirapolvere e creato un phon al di sopra delle righe, aveva annunciato nell’ormai remoto settembre 2017 l’intenzione di realizzare un’automobile elettrica totalmente differente rispetto a quelle già presenti sul mercato. I disegni brevettati nel progetto mostravano infatti un’auto dalle proporzioni modulari, come nei progetti architettonici peculiari dell’età classica: vi era quindi un rapporto tra altezza, larghezza e peso stabilito da circonferenze di grandezza simile alle ruote.

La macchina, stando alle parole dell’imprenditore, sarebbe stata pronta inizialmente per il 2020, per poi essere rimandata di un anno, con la previsione di essere messa in commercio nel 2021 a partire dagli stabili di Singapore (dove Dyson voleva spostare il quartier generale dell’azienda).
Come solitamente accade però la qualità ha un costo, che in questo caso ammontava a 2,5 miliardi di sterline: un miliardo sarebbe stato investito per la realizzazione della batteria, il restante per la cura e l’ottimizzazione del design e della produzione della vettura.

Il triste annuncio

A distanza di due anni, quando la realizzazione dell’attesa novità di casa Dyson sarebbe dovuta essere praticamente al termine, una mail ha spiazzato i dipendenti impegnati sul programma (la bellezza di 523 lavoratori), comunicando loro la dolorosa decisione di abbandonare il progetto automotive.
Come riportato sulla pagina ufficiale della compagnia, James Dyson ha sentito il bisogno di dichiarare che:

“Il team Dyson Automotive ha sviluppato un’auto fantastica, i dipendenti sono stati ingeniosi nel loro approccio pur rimanendo fedeli alle nostre filosofie. Tuttavia, nonostante ci siamo impegnati molto nel processo di sviluppo, semplicemente non possiamo renderlo commercialmente sostenibile.”

La ragione della chiusura è, infatti, di carattere economico: i costi elevati riscontrati fin dalla fase di sviluppo, la fornitura e l’assemblaggio dei materiali necessari avrebbero richiesto la collaborazione di un partner probabilmente già inserito nel settore che, sfortunatamente, non è stato trovato. Il problema di fondo è che nonostante si tratti di una multinazionale, quello dell’automotive era un mondo totalmente nuovo per la compagnia, operante da anni solamente nel campo degli elettrodomestici. I soldi non rappresentano, a volte, l’unica risorsa necessaria. Anche se si tratta di miliardi.

“Papà” Dyson però non demorde, affermando:

“Fin dal primo giorno ci siamo presi dei rischi e abbiamo osato sfidare lo status quo con nuovi prodotti e tecnologie. Un tale approccio porta al progresso, ma non è mai stato un viaggio facile: la strada verso il successo non è mai lineare. Questo non è il primo progetto che cambia direzione e neanche l’ultimo.”

È quindi lecito chiedersi, dopo queste asserzioni, se quello al progetto sia definitivamente un addio o un arrivederci.