Giappone, l’imperatore potrà abdicare

Akihito, l’imperatore giapponese ormai anziano e malato, potrà lasciare il trono in anticipo. Una decisione storica in un paese dove fino a pochi anni era considerato una sorta di semi-dio.

Svolta storica in Giappone: l’imperatore potrà abdicare. Il Parlamento ha approvato definitivamente la riforma costituzionale che permetterà al sovrano della più antica monarchia del mondo di andare in pensione.

Un passo storico

Una riforma non facile da votare in un Paese dove il peso delle tradizioni è ancora molto forte e la popolazione ha in buona parte idee conservatrici. Anche se dal 1946 l’imperatore ha rinunciato ufficialmente alla sua “natura divina” e se ormai non ha più alcun potere, rimane una figura di grande importanza nella simbologia e nel patrimonio culturale della nazione. La possibilità di concedere ad un imperatore stanco qualcosa di così umano come l’abdicazione rappresenta un passo storico per questa nazione dell’Estremo Oriente, come ha giustamente affermato anche il premier Shinzo Abe.

La successione nel 2018

L’attuale sovrano, Akihito, siede sul trono dal 1989 quando successe al padre Hirohito. A dicembre ha compiuto 83 anni e ha pubblicamente ammesso in diretta televisiva di non avere più le forze per continuare il suo gravoso compito. Ai problemi di salute di cui già soffre (in particolare al cuore) deve fare i conti anche con l’avanzare dell’età e della vecchiaia.

L’imperatore inizierà così a prepararsi per lasciare il suo posto al figlio Naruhito, principe ereditario. Si suppone che l’abdicazione arriverà nel 2018, forse in occasione dell’85° compleanno del sovrano.

Resta il divieto per le donne

Niente da fare invece per la successione alle donne. I conservatori sono riusciti ad impedire ancora una volta che venisse concesso anche ad una donna la possibilità di diventare imperatrice. Un tema di cui nel paese si discute da molto tempo anche in virtù del fatto che il principe Naruhito ha avuto per lungo tempo due bambine prima di avere finalmente l’agognato erede maschio.