Sudoku: morto Maki Kaji, figura chiave per la sua diffusione

Maki Kaji è il nome di colui che di fatto diffuse un gioco divenuto popolare anche in Europa nei primi anni 2000.

Tutti o quasi avranno già sentito parlare del Sudoku, un gioco di origine orientale, in cui è necessaria concentrazione, colpo d’occhio e una gran dose di logica.

In questo gioco vi è una sola regola fondamentale: partendo da uno schema in cui sono presenti già alcuni numeri, il giocatore deve riempire la scacchiera in modo tale che ciascuna riga, ciascuna colonna e ogni riquadro includano i numeri dall’1 al 9. La condizione è che nessuna riga, nessuna colonna o riquadro abbiano due volte lo stesso numero. Semplice a dirsi, molto meno a farsi, specialmente se si prova a risolvere gli schemi più complessi ed elaborati.

Ebbene, il 10 agosto è scomparso all’età di 69 anni il giapponese Maki Kaji, ossia colui che di fatto diffuse il Sudoku - con le regole della versione moderna - presso il grande pubblico. Lo ha reso noto la sua casa editrice, la Nikoli, specificando che la sua dipartita in un’età non così avanzata, è legata ad un cancro che da tempo lo perseguitava.

Kaji rese popolare il Sudoku in Giappone, ma la sua origine è europea

L’editore ha inoltre spiegato Maki Kaji era conosciuto come il maggior referente del Sudoku, amato dai giocatori di puzzle di tutto il globo, ma non è stato il solo ’autore’ del celebre gioco. Il Sudoku così come lo conosciamo noi è insomma il frutto di un lavoro di più menti distinte.

In verità, il Sudoku fu inventato nel 18mo secolo da un matematico svizzero, Eulero da Basilea, che ne ebbe l’idea di base. Soltanto in un secondo tempo fu adottato e sviluppato negli USA. Infatti, alla fine degli anni Settanta del secolo scorso, sulla rivista «Math Puzzles and Logic Problems», la casa editrice Dell di New York propose Number Place, un rompicapo che può essere considerato la versione ’primitiva’ del Sudoku che conosciamo oggi.

Il ruolo di Kaji fu appunto quello di promuoverlo tra i giapponesi, come un passatempo alternativo in grado di mettere in moto le capacità di ragionamento.

Kaji in particolare diede il nome di ’Sudoku’ a questo gioco, che in nella lingua giapponese vuol dire «consentiti solo numeri solitari». E infatti proprio il Giappone fu il primo paese in cui questo gioco prese piede in modo massiccio, per poi diffondersi altrove all’inizio di questo secolo.

Dal Giappone all’Europa: nel 2004 i primi schemi nel quotidiano ’The Times’

Il puzzle-game arriva in Giappone verso la metà degli anni Ottanta: nel 1984 viene proposto sulla rivista «Monthly Nikolist» della società Nikoli (che lo brevetta soltanto nel proprio paese). E proprio in quegli anni Kaji ebbe un ruolo chiave nella diffusione del gioco.

Nel 1986 la Nikoli introdusse due modifiche: le caselle occupate dai numeri dati in partenza devono essere simmetriche rispetto al centro della griglia; e i numeri forniti per iniziare il gioco non devono essere più di 30.

Il Sudoku giunge in Europa soltanto nel 2004, per merito di Wayne Gould, giudice neozelandese in pensione, che si accorge dell’esistenza di questo rompicapo a Tokyo nel 1997. Appassionatosi a dismisura, divenne il più famoso realizzatore di schemi di Sudoku.

Nel 2004 Gould ebbe la fortunata idea di proporre il gioco al notissimo quotidiano londinese "The Times", che poi pubblica il primo schema il 12 novembre. L’esempio ebbe un immediato successo, tanto che fu seguito in breve tempo da altre testate giornalistiche. Dall’Inghilterra il gioco si diffuse velocemente in Europa e nel resto del mondo, come tutti sappiamo. Ma buona parte del merito della diffusione va proprio a Maki Kaji.