Autore: Francesca Troiani

29
Apr 2020

Cosa non mangiare in gravidanza: ecco la risposta

Quali sono le regole più importanti per garantire il corretto sviluppo del bambino e la salute della mamma?

Un’equilibrata alimentazione rappresenta il primo passo per una serena gravidanza che garantisca lo stato di salute sia alla mamma che al futuro nascituro. La dieta, infatti, deve poter godere di tutti i nutrienti essenziali (vitamine, carboidrati, grassi, proteine, sali minerali), rispettando però le corrette quantità.

Piano dietetico in gravidanza

È necessario per la donna in gravidanza che il regime alimentare eviti molteplici situazioni sgradevoli quali: eccessivo incremento del peso e della massa grassa, eventuali carenze di nutrienti (specialmente acidi grassi essenziali o alcune vitamine), inappropriato rapporto tra le proteine (su cui è bene non eccedere) e la quota di lipidi/carboidrati. Per tale motivo il piano dietetico deve prevedere necessariamente una particolare attenzione ad alcuni nutrienti, soprattutto calcio, ferro, acido folico e acidi grassi polinsaturi essenziali, che richiedono a volte un’integrazione, mentre un apporto di acqua (1.5-2 litri) ed alimenti ricchi di fibra possono essere utili nella prevenzione della stipsi, situazione relativamente frequente in gravidanza. N.B. in presenza di nausea (all’inizio) o bruciore gastrico da reflusso (alla fine di una gravidanza) sono richiesti accorgimenti dietetici particolari.

Uno sguardo alle Kcal e nutrienti

Nel periodo gestazionale sono controindicate le diete ipocaloriche, che eventualmente vanno interrotte e sostituite con apporti non inferiori a 1600-1800 Kcal, senza far ricorso ad alcun tipo di pasto sostitutivo. In condizioni particolari, invece, rappresentate dalle gravidanze gemellari, gravidanze in donne adolescenti o con disturbi del comportamento alimentare, vegetariane (vegan), in sottopeso o eccessivamente obese, è necessario monitorare e correggere eventualmente la condizione nutrizionale.

Poiché la gestante (se normopeso) non dovrebbe superare un incremento ponderale di 12 Kg (fino a 16 Kg in presenza di sottopeso e 7-8 Kg nell’obesità), è corretto proporre dei piani alimentari di circa 2000-2500 Kcal, anche se l’incremento di energia è di circa 150 Kcal nel primo trimestre e 200-300 Kcal nel 2-3 trimestre.

Assoluto rispetto delle norme igienico-sanitarie

Risulta necessario menzionare il rispetto di alcune norme igienico-sanitarie volte a evitare infezioni da microrganismi patogeni pericolosi per la donna e per il feto, come il Toxoplasma Gondii (toxoplasmosi) riscontrabile in alimenti vegetali contaminati da feci di animali infetti; per tale motivo, sono da escludere dal piano alimentare, carni crude o poco cotte (es. roastbeef, bistecche al sangue, tartare, carpaccio, salsicce fresche), salumi ed affettati come prosciutto crudo, speck, bresaola e salame (consentiti, invece, prosciutto cotto e mortadella).

Un ulteriore rischio di infezione causata dalla presenza della Listeria Monocytogenes (listeriosi), può essere prevenuto eliminando latte non pastorizzato, formaggi freschi ed erborinati, alimenti poco cotti, oltre che frutta e verdura poco lavati. Attenzione: ricordiamo come nella dieta della donna gravida sia necessario escludere gli alcolici, la cui ingestione può causare malattie malformative nell’embrione e di conseguenza danni nel feto.