Autore: Claudia Dierna

Stress

Ansia: sintomi fisici e come combatterla

Quali sono i sintomi dell’ansia? come possiamo ridurre l’ansia quando si manifesta? vediamo di approfondire questo argomento

Definizione dello stato d’ansia - Diciamo subito che l’ansia è un segnale di allerta che avverte chi la prova di un pericolo imminente e consente alla persona di prendere le misure necessarie per affrontare e prevenire la minaccia che teme.

Sintomi fisici dell’ansia - I sintomi fisici altrimenti detti anche periferici dell’ansia sono, non in ordine di frequenza:

  • diarrea
  • capogiri
  • stordimento
  • iperidrosi, ossia eccessiva sudorazione
  • palpitazioni
  • medeasi pupillare, ossia dilatazione delle pupille
  • irrequietezza
  • tachicardia
  • tremore
  • gastralgia, ossia dolori gastrici
  • cefalea

Bisogna sempre considerare che l’ansioso ha consapevolezza delle sue sensazioni fisiologiche e rendersi conto di essere nervoso e spaventato accresce il suo malessere e il suo senso di vergogna.

Differenza tra ansia e paura - Differenziamo l’ansia dalla paura: la paura infatti, è un segnale di avvertimento molto simile all’ansia ma si distingue da quest’ultima perché si manifesta in risposta ad una minaccia conosciuta esterna definita e comunque non originata dal conflitto interiore di chi la prova. Differente è l’origine dell’ansia che si manifesta in risposta ad una minaccia che è sconosciuta, interna e ha radici nel conflitto interiore dell’individuo ansioso.

La distinzione comunque è difficile in quanto anche la paura può essere generata da un processo emotivo inconscio proiettato su un altro oggetto nel mondo esterno: un esempio di questo è quello descritto da Freud quando fa riferimento ad un ragazzo che ha paura dell’abbaiare del cane perché in realtà ha paura di suo padre che inconsciamente associa ai cani che abbaiano. Allora per meglio comprenderci diciamo che la differenza psicologica più evidente tra ansia e paura è che la risposta emozionale della paura è acuta ed improvvisa e temporalmente definita, quella dell’ansia, invece, è cronica, si protrae nel tempo.

La correlazione tra stress ed ansia - Lo stress in moltissimi casi non genera ansia nelle persone stressate. Tuttavia talvolta anche lo stress può provocare ansia ma questo dipende molto dal tipo e dalla natura dell’evento stesso, dalle risorse della persona, dalle sue difese psicologiche e dai suoi meccanismi di reazione.

Cos’è l’ansia sociale

Definizione dell’ansia sociale - Ansia sociale o fobia sociale è una forma di fobia specifica. Sta ad indicare paura marcata e persistente di una o più situazioni sociali o di prestazioni in cui l’individuo ansioso si trova esposto al contatto con persone non familiari o al possibile giudizio altrui. La persona teme di agire in modo umiliante o imbarazzante. L’ansia sociale o fobia sociale può assumere anche forma di crisi di panico o anche comportamenti evitanti, la persona evita cioè di esporsi a situazioni che comportino un giudizio che lui teme sempre fortemente possa essere negativo.

Sesso e fasce di età più colpiti - E’ considerato il più comune disturbo tra le donne ed il secondo negli uomini dopo l’abuso di sostanze. Il picco di esordio è tra i 10 / 20 anni di età anche se può manifestarsi anche dai 5 ai 35 anni di età.

Genesi ed esempi di ansia sociale - Riguardo alla genesi dell’ansia sociale, tra le tante teorie genetiche, costituzionali e fattori ambientali stressanti, ve ne è una che suggerisce che certi bambini sono costituzionalmente predisposti alle fobie perché nati con un temperamento specifico, conosciuto come “inibizione comportamentale verso le cose non familiari”. Ci sono alcuni fattori di stress quali lutto, separazioni, critiche, umiliazioni, violenze domestiche che possono attivare questa inibizione comportamentale. Esempi di ansia sociale sono dati dalla fobia di parlare in pubblico, di esporre una lezione in classe davanti ai propri coetanei, di esprimere la propria opinione davanti ad estranei.

Come si manifesta l’ansia da prestazione?

Definizione di ansia da prestazione - E’ il timore del manifestarsi di una difficoltà, di una sconfitta, di un’ umiliazione durante un confronto con gli altri, timore aggravato dal senso di impotenza nell’affrontare i più svariati ambiti esistenziali (lavoro, scuola, relazioni sentimentali e sessuali, sport). Questo fenomeno è collegato al giudizio altrui perché l’ansia da prestazione ha in se stessa l’ideale di perfezione e se tale ideale non è conseguito nella realtà nelle occasioni in cui è necessario misurarsi con le sfide della vita quotidiana, la persona sperimenta prostrazione e malessere, abbassamento dell’autostima e conseguente continua rinuncia alla prestazione da realizzare.

I sintomi dell’ansia da prestazione - Più si avvicina il momento della prestazione e più i sintomi aumentano e sono

  • l’irritabilità
  • l’insonnia
  • l’irrequietezza
  • la sudorazione

Le cause ed esempi dell’ansia da prestazione - Le cause possono essere sia psicologiche - ossia legate all’educazione familiare, a stress infantili, a prestazioni mai riuscite nei primi anni scolastici, ad umiliazioni subite nella prima infanzia - e sia cause biologiche. Facciamo un esempio di ansia da prestazione: il ragazzo che deve dare un esame universitario per non affrontare il giudizio dei professori non si reca alla sessione di esame in quanto l’ansia che gli provoca l’idea di dover dare l’esame e quindi di essere giudicato è per lui insopportabile.

Ansia e depressione

Differenze tra ansia e depressione - L’ansia e la depressione possiamo definirle in modo polivalente e cioè come entità cliniche distinte, ossia come malattie diverse, che però possono avere l’una le caratteristiche dell’altra oppure essere ancora un’unica entità clinica, quindi un’unica malattia, oppure, ancora, possono essere aspetti esclusivamente sintomatici di altre patologie mediche, come ad esempio nel caso dell’infarto che può avere come sintomatologia anche l’ansia, oppure nel caso delle patologie della tiroide che possono comportare ansia e depressione. Alcune evidenze neurobiologiche confermano poi che depressione ed ansia potrebbero rappresentare differenti manifestazioni di un unico disturbo collegate da una comune causa fonte di stress.

Depressione - La depressione è un abbassamento dell’umore, e per umore si intende una disposizione emotiva (sentimenti, affetto, emozioni, temperamento e carattere che ci permette di percepire il mondo). L’umore può essere soggetto a variazioni fisiologiche determinate da stimoli positivi, ad esempio, promozioni, vincite, notizie lieti, con conseguente innalzamento, e stimoli negativi quali lutto, perdite, capovolgimenti economici che danno luogo ad uno stato di malinconia. Oppure l’umore può rappresentare una disposizione stabile del temperamento delle persone, cioè una persona può avere sempre un temperamento malinconico o euforico.

Ansia – Abbiamo detto che l’ansia rappresenta una risposta fisiologica di allerta di fronte a pericoli interni e talora esterni. Quando questa ha alla base cause comprensibili e plausibili è detta fisiologica, invece quando presenta una motivazione incomprensibile e determina malfunzionamento cronico nella persona l’ansia diventa patologica.

Statistiche su ansia e depressione - Diciamo che il 50% degli individui depressi nel corso della loro vita possono presentare un disturbo ansioso, un attacco di panico o ansia generalizzata. L’85% dei pazienti depressi ha sintomi ansiosi. Il 90% dei soggetti con disturbo d’ansia può presentare un’associazione con sintomi depressivi. E’ importante evidenziare che un disturbo ansioso può precedere la malattia depressiva nel 31% dei casi con un esordio anche di 10 anni prima che si manifesti la depressione stessa. Il disturbo d’ansia nel 50% dei casi può dare luogo alla depressione da esaustione, vale a dire che vivere costantemente nell’ansia fa diventare la persona esausta, la sfinisce.

Cosa fare quando si hanno gli attacchi di ansia

Differenziamo cosa fare sia a livello personale che a livello clinico. Risposta di tipo individuale - A livello personale il consiglio che si può dare a persone affette da crisi d’ansia è prendere coscienza e avere consapevolezza del fatto che quando questa arriva, oltre ai sintomi che sta producendo non può dare altro, perché la persona più che temere la crisi d’ansia di per se stessa teme ciò che questa può comportare: allora si teme di avere un infarto, si teme di avere un ictus cerebrale, si teme di morire soffocati.

Quindi quello che è importante è che la persona capisca che l’ansia una volta che si presenta non va oltre quello che già sta facendo come sensazione di malessere. E’ importante rimanere calmi, fare respirazioni profonde, bere un bicchiere d’acqua e tentare il più possibile di distrarre il proprio pensiero e se non è la prima volta che si ha la crisi d’ansia pensare che le volte precedenti si sono sempre risolte senza danni.

Risposta di tipo clinico - Le terapie da protocolli internazionali sono più indicate nella cura dell’ansia e sono la terapia cognitivo comportamentale, terapie psicodinamiche, tecniche di desensibilizzazione dall’ansia e terapie farmacologiche con farmaci ricaptatori della serotonina. E’ importante evidenziare che in tutte le terapie psicologiche il risultato è tanto più favorevole quanto più è armonico il rapporto medico paziente al di là della bravura tecnica del medico. Cosa che vale comunque in generale.

Rimedi naturali contro l’ansia

Tra i rimedi naturali alcuni autori citano

  • la valeriana officinalis
  • la passiflora
  • la rhodiola rosa
  • l’hypericum
  • l’attività fisica

Autore: Dott. Stefano Ciani