Smart working: cos’è e perché piace alle aziende

Smart working cos’è e perchè piace tanto alle aziende? Il nuovo modo di lavorare che sta rivoluzionando orari e strutture tradizionali.

Lo smart working rappresenta sicuramente un’importante rivoluzione per le aziende che rivedono il rapporto con i loro dipendenti, dandogli maggiore fiducia. Caratterizzato da una flessibilità oraria permette ai dipendenti di organizzarsi autonomamente.

Sono sempre di più le aziende che hanno provato, o stanno provando, ad attuare forme di lavoro alternative e lo smart working è tra quelle che sta riscontrando maggior successo.

La Siemens sembra addirittura aver riconosciuta in questa nuova pratica il lavoro perfetto, tanto da ampliare il programma di prova a tutti i dipendenti, circa 2 mila persone.

Smart working: cos’è

Lo smart working in termini pratici si traduce nell’abbandono di budge, cartellini e timbrature e si affida ad un’ organizzazione autonoma del lavoratore in accordo con l’azienda. Il dipendente può scegliere giornalmente se lavorare in ufficio o da dove riterrà più opportuno.

Una rivoluzione che riguarda anche, e soprattutto, i criteri tradizionale di valutazione dell’operato dei lavoratori. Il tempo, le ore ed i giorni di presenza non saranno più infatti il metro di misura di riferimento, bensì saranno i risultati ottenuti, rispetto ad obiettivi prefissati insieme all’azienda.

Smart working: il caso Siemens

Il caso Siemems ha suscitato così tanto interesse perché, dopo 6 anni di prova di smart working parziale, ha deciso che nel 2018 tutti i suoi dipendenti avranno la possibilità di lavorare in maniera flessibile, tutti i giorni. Quindi sarà sicuramente la prima azienda che lavorerà in smart working totale.

I vertici della Siemens parlano di rivoluzione utile anche ai fini della produttività, come è stato già dimostrato nella fase sperimentale parziale. Non solo una valorizzazione dei lavoratori che sono parte attiva e partecipativa, ma anche del mondo digitale che rende possibile questo passo.

Una rivoluzione che mette d’accordo anche i sindacati nel caso Siemens, che hanno già siglato un accordo infatti che garantisce una tutela addirittura maggiore rispetto agli standard.

Smart working: le aziende italiane si preparano

Sembra che lo smart working sia molto apprezzato dai lavoratori italiani, oltre il 40% infatti vorrebbe un lavoro flessibile. Le aziende non sono perciò rimaste indifferenti: da Microsoft a Luxottica ed ancora Barilla, tutte a provare lo smart working, solitamente in regime parziale.

Anche la pubblica amministrazione si prepara per lo smart working. Pochi giorni fa il ministro Madia ed il sottosegretario Boschi hanno illustrato il piano che prevede una riorganizzazione degli uffici del settore pubblico per i prossimi tre anni con un progetto di smart working parziale.

Una rivoluzione quindi che sembra ormai essere ben avviata e ben vista da aziende, istituzioni e lavoratori dipendenti, nella speranza che sia un incentivo ed un’opportunità reale.