Referendum Lombardia: quando si vota, cosa cambia e come si vota

Dopo la Catalogna anche la Lombardia tra poco si recherà alle urne e i cittadini dovranno decidere se dare più autonomia alla regione. Di seguito tutte le info.

Il referendum per l’autonomia della Lombardia si avvicina e dopo i recenti avvenimenti i Catalogna ci si comincia a interrogare su cosa cambierà. Solo nella regione Lombardia si potrà votare e la consultazione avverrà per chiedere ai cittadini della regione se vogliano che vi sia più autonomia.

Nel caso in cui dovesse prevalere il Sì non vi sarà nessun cambiamento drastico, nulla a che vedere con quello che viene richiesto in Catalogna, dove i cittadini vorrebbero creare un vero e proprio altro stato.
In caso di vittoria del Sì, Lombardia e Veneto (che prenderà parte alle consultazioni) potranno avere più forza per richiedere a Roma di avere più autonomia nella gestione degli affari regionali.

Cerchiamo quindi ora di capire meglio cosa succederà il 22 ottobre, come si voterà al Referndum in Lombardia e quali sarebbero i cambiamenti con la vittoria del Sì.

Referendum Lombardia e Veneto: come si vota

Le consultazioni avranno luogo solo nelle due regioni sopra citate e si svolgeranno il 22 ottobre 2017 dalle ore 7:00 alle 22:00. Il quesito che verrà proposto sarà quello che vedete nell’immagine sottostante e che chiederà ai cittadini di esprimere il proprio parere sull’avere più autonomia di quanta ne abbia al momento la regione.

Il referendum è stato voluto dalla Lega Nord e al momento è appoggiato fortemente da tutto il centro destra. La novità vera saranno le modalità di voto: tramite tablet!
Elemento che ha suscitato non poche polemiche, dal momento che la Regione Lombardia per acquistare i tablet per far votare i suoi elettori ha speso la bellezza di 23 milioni.

I tablet dopo le elezioni saranno dati in uso alle scuole, ma i contribuenti non sembrano comunque contenti della cosa. Al referendum non sarà necessario portare la tessera elettorale, dal momento che sarà di tipo consultivo e per il Viminale non è stato necessario ritenerlo di valenza nazionale.
Sarà quindi sufficiente presentarsi alle urne con la semplice carta di identità.

Referendum Lombardia e Veneto: cosa cambia se vince il Sì

Il referendum che si svolgerà in Lombardia e Veneto è ben diverso da quello della Catalogna. In queste regioni infatti, in caso di vittoria del Sì, si instaurerà un dialogo con il Governo e si cercherà di avere più autonomia per alcune questioni importanti.

La proposta è quella di far diventare la Lombardia e il Veneto regioni a statuto speciale, in modo da avere più autonomia. I promotori vorrebbero infatti dare alla regione maggiore potere soprattutto per la gestione delle tasse e del residuo fiscale, in modo da ottenere più servizi.
La principale critica a questo referendum però la necessità di instaurare dei tavoli di confronto con il Governo, passaggio che poteva essere effettuato anche senza chiedere la consultazione.

La controparte però ricorda che senza la consultazione le trattative finirebbero nel nulla e che con una vittoria del Sì si avrebbe maggiore forza in una trattativa. Una questione controversa che porta malumori anche in casa Lega, principale promotrice della consultazione.
Lo stesso Formigoni ha infatti dichiarato, riferendosi anche alla sua precedente proposta, messa poi da parte per la caduta del governo quando lui era alla guida della Regione:“ Ora dovrebbero chiedere scusa, invece propongono un quesito che è come chiedere: vuoi bene alla mamma?

Solo il 22 ottobre si avrà una risposta chiara e si capirà se i soldi investiti per la campagna di promozione e l’acquisto dei tablet sono stati ben spesi o meno. Per il momento dire cosa cambierà è molto complesso, dato che molto dipenderà dai tavoli che di confronto con il Governo.