Autore: Martina Bianchi

Elezioni - Referendum

Elezioni regionali e referendum, risultati definitivi

Prima il referendum e poi le elezioni regionali, in quest’ordine avverrà lo spoglio delle schede per questa tornata elettorale. Non perdete tutti gli aggiornamenti con noi, con exit poll, proiezioni e risultati.

Alle ore 15 di lunedì 21 settembre 2020 si sono chiusi i seggi elettorali istituiti in sette regioni (Valle d’Aosta, Liguria, Veneto, Toscana, Marche, Puglia e Campania) dove si è votato per le elezioni regionali e per il referendum costituzionale sul taglio dei parlamentari, quest’ultimo, oggetto del voto in tutta Italia.

RISULTATI

Al referendum costituzionale sul taglio dei parlamentari, hanno prevalso i Sì con il 69,64% (oltre 17 milioni di voti), il No ha ottenuto il 30,36% con quasi 7 milioni e mezzo di voti.

Alle elezioni regionali, è andata meglio di quanto si potesse pensare al centrosinistra che, pur perdendo le Marche, è riuscito a reggere e anche con un inatteso distacco, in Toscana e in Puglia e, a stravincere come previsto in Campania. E’ finita 3-3, con il centrodestra vincente in Veneto in modo plebiscitario, Liguria e Marche in scioltezza.

Elezioni regionali Toscana

  • Eugenio Giani 48,63%
  • Susanna Ceccardi 40,44%
  • Irene Galletti 6,40%

Elezioni regionali Campania

  • Vincenzo De Luca 69,48%
  • Stefano Caldoro 17,99%
  • Valeria Ciarambino 9,99%

Elezioni regionali Marche

  • Francesco Acquaroli 49,13%
  • Maurizio Mangialardi 37,28%
  • Gian Mario Mercorelli 8,62%

Elezioni regionali Liguria

  • Giovanni Toti 56,13%
  • Ferruccio Sansa 38,90%
  • Aristide Fausto Massardo 2,42%

Elezioni regionali Veneto

  • Luca Zaia 76,78%
  • Arturo Lorenzoni 15,73%
  • Enrico Cappelletti 3,25%

Elezioni regionali Puglia

  • Michele Emiliano 46,77%
  • Raffaele Fitto 38,95%
  • Antonella Laricchia 11,1%

LIVE

19.17 Eugenio Giani ha vinto in Toscana, c’è da attendere i numeri ufficiali definitivi per conoscere la percentuale esatta, così come quella della sconfitta Susanna Ceccardi, il gap al momento è di circa il 5%, con il candidato del centrosinistra sopra il 47% e la candidata leghista al 42%.

In Puglia si profila un’altra vittoria del centrosinistra, nonostante i sondaggi avessero dato Raffaele Fitto di FdI in leggero vantaggio. Il risultato sembra essere netto, l’ultima proiezione SWG ha indicato Emiliano al 46,1%; Fitto al 37,7%; Laricchia all’11,9%; Scalfarotto 2,0%.

In Liguria vittoria ormai assegnata al governatore del centrodestra Giovanni Toti, niente da fare per Ferruccio Sansa (PD-M5S) staccato di ben oltre i 10 punti. Luca Zaia stravince in Veneto, così come Vincenzo De Luca in Campania. Vince Francesco Acquaroli nelle Marche che dopo 25 anni vede il centrosinistra sconfitto con Maurizio Mangialardi.


Campania: De Luca 67,0%; Caldoro 19,2%; Ciarambino 9,9%.

Nelle Marche, il vantaggio di Acquaroli aumenta sensibilmente nei confronti di Mangiarlardi. Aperta, invece, la sfida per il primo partito della regione: PD 22,4%; Lega 22,0%.

In Toscana, la seconda proiezione SWG segnala un aumento del vantaggio di Giani sulla Ceccardi. Grande sorpresa in Veneto per quanto concerne il voto di lista: la Lega raccoglie appena il 15,2%, mentre la Lista Zaia vola oltre il 43%.

17:27 E’ minore il gap registrato con una copertura dell’8% da Opinio-Rai: Emiliano 46,0%, Fitto 40,1%.

17:26 E’ clamorosa la prima proiezione SWG con copertura del 3% per le regionali in Puglia: Michele Emiliano viene dato al 46,8% contro il 38,0% di Raffaele Fitto, Antonella Laricchia prende il 10,8%, quindi, tutto lascia pensare che una parte degli elettori del M5S, pur di non far prevalere il candidato del centrodestra, hanno scelto il voto utile, votando il governatore attuale.

17.08 Referendum, da poco superato il 50% degli scrutini: Sì al 69%, fonte La7. Grande attesa per la seconda proiezione SWG Toscana e per la prima in Puglia che si fa attendere. Zaia in Veneto al 73,5% nella prima proiezione.

16:47 Nella terza proiezione RAI (copertura campione 19%) del consorzio Opinio Italia, il sì al referendum ha raggiunto il 67,8%. Prima proiezione Toscana SWG (3%): Giani 46,5% - Ceccardi 42,3% - Galletti 6,1% - Tommaso Fattori 2,7%. Prima proiezione Marche SWG: Acquaroli 43,8 - Mangialardi 38,7 - Mercorelli 11,0%.

15.20 Anche gli exit poll RAI confermano il Sì in netto vantaggio nel referendum, tra il 60 e il 64%. Confermati anche i 3 punti di vantaggio di Giani su Ceccardi in Toscana e l’assoluta parità tra Emiliano e Fitto in Puglia. Nelle Marche è ormai quasi certa la vittoria di Acquaroli su Mangialardi, con il centrodestra che espugna la regione dopo 25 anni di governo di centrosinistra, ma possiamo dire che i sondaggi lo avevano messo ampiamente in preventivo. Senza storia la sfida tra De Luca e Caldoro in Campania, con l’attuale presidente pronto a festeggiare il bis. Zaia in Veneto si avvia a una vittoria plebiscitaria, ciò che incuriosisce è sapere se la sua lista prenderà più voti della Lega di Salvini. Toti in Liguria non avrà problemi a imporsi, secondo tutti i primi exit poll. A questo punto, con la vittoria del sì ormai scontata, tutti gli italiani guardano all’esito del voto in Toscana e in Puglia, e alla sfida interna Zaia-Salvini in Veneto.

Exit Poll SWG

15.05 In Toscana, la tendenza dice che Giani è avanti di 3 punti su Ceccardi, mentre si profila una sfida all’ultimo voto in Puglia, tra Emiliano e Fitto. In Campania, De Luca avrebbe conquistato più della somma dei voti di Caldoro e Ciarambino. Nelle Marche, sembra irraggiungibile Acquaroli per Mangialardi. In Liguria, Toti pare avere 15 punti davanti a Sansa. In Veneto, Zaia oltre il 70%.

Il Sì al referendum, ha una tendenza tra il 65 e il 68%.

Appena chiusi i seggi elettorali, cominceranno ad uscire i primi exit poll, mentre presidenti e scrutatori procederanno allo spoglio di tutte le schede. Senza bisogno di entrare nello specifico dei sondaggi elettorali divulgati prima del divieto, è opinione comune anche tra gli addetti ai lavori e nelle segreterie di partito, che in Toscana e in Puglia la partita è aperta a qualsiasi risultato.

Eugenio Giani candidato del centrosinistra e Susanna Ceccardi candidata del centrodestra, si giocheranno la poltrona di presidente della regione Toscana. Nel caso entrambi raggiungessero il 40% dei voti, si procederà successivamente al ballottaggio, previsto solo in questa regione.

In Puglia, il governatore uscente in quota PD, Michele Emiliano, deve difendersi dal candidato di centrodestra in quota FdI, Raffaele Fitto. In questa regione è possibile effettuare il voto disgiunto che potrebbe essere decisivo per decidere il vincitore. Si ricorda che il M5S si è presentato con Antonella Laricchia, mentre Renzi ha candidato Ivan Scalfarotto.

Già da mesi, appaiono scontate le vittorie di Luca Zaia in Veneto, di Vincenzo De Luca in Campania, di Giovanni Toti in Liguria, nonostante sia l’unico candidato di centrodestra ad avere come principale avversario un candidato appoggiato sia dal PD che dal M5S, Ferruccio Sansa. Il Partito Democratico spera che nelle Marche, Maurizio Mangialardi possa battere la concorrenza del candidato di centrodestra Francesco Acquaroli, anche se non nutre molte speranze.

Attualmente, il centrosinistra governa nelle Marche, in Toscana, in Puglia, in Campania. Il centrodestra in Liguria e in Veneto. Si è tanto parlato nelle ultime settimane su quanto possano incidere i risultati delle elezioni regionali e del referendum, sul governo. Probabilmente, le conseguenze maggiori riguarderanno i leader dei partiti. Nicola Zingaretti, segretario dem, potrebbe essere messo in discussione nel caso in cui il centrosinistra dovesse subire un cappotto o vincere solo in Campania. Vincere in Toscana darebbe già un po’ di sollievo, se si vincesse anche in Puglia, il 3-3 verrebbe visto come una mezza vittoria, visto i presupposti.

Questo stesso pareggio, legato al risultato ottenuto in Veneto, potrebbe mettere in crisi Matteo Salvini. Se la lista Zaia prendesse più voti della Lega, l’ex ministro dell’Interno non ne uscirebbe bene. Il Movimento 5 Stelle non ha speranze di vincere alle elezioni regionali, ma il suo cavallo di battaglia è il referendum, tanto voluto da Luigi Di Maio. Se vincesse il No, sarebbe una pesante sconfitta per il partito e anche per il ministro degli Affari Esteri, che potrebbe avere ripercussioni sul governo con il PD che chiederebbe un rimpasto. Tutti i condizionali del caso sono d’obbligo, dipende anche da come si perde o si vince. Non perdete tutti gli aggiornamenti in diretta live, tra exit poll e risultati.