Autore: B.A

Referendum - Parlamento

Referendum taglio dei parlamentari, ecco cosa cambia con si o con il no

Se ne parla da tempo e il 20 e 21 settembre si voterà per il taglio dei parlamentari, ma cosa cambia in base al risultato? Ecco la verità

Gli italiani il 20 e 21 settembre saranno chiamati a votare per il referendum sul taglio dei parlamentari. In televisione, sui media, sul web e un po’ ovunque si fa un gran parlare di questo referendum, con pareri contrapposti da chi propende per il si al taglio o per chi propende per il no. Ma cosa cambierebbe a seconda del risultato, quali sarebbero le vere conseguenze del risultato referendario? Ecco una sintetica guida a ciò che devono sapere gli italiani su entrambe le posizioni.

Italia divisa, quali conseguenze avrà il risultato del referendum?

Ancora un referendum, ancora una volta gli italiani saranno chiamati a decidere su qualcosa, e stavolta senza quorum, cioè il referendum non prevede una soglia per diventare valido. Stavolta gli italiani sono chiamati a decidere se i parlamentari che abbiamo alla Camera e al Senato sono troppi e se vanno tagliati.

C’è chi dice che si risparmierebbero soldi (vitalizi e stipendi per esempio), ma c’è anche chi dice che non si risparmierebbe nulla o quasi. Poi c’è chi sottolinea il fatto che meno parlamentari significa meno rappresentanza per il popolo, mentre c’è chi dice che così si velocizzeranno le operazioni amministrative, con meno teste e persone a ragionare su provvedimenti legislativi e non.

Il taglio dei parlamentari è un autentico cavallo di battaglia del Movimento 5 Stelle, che ha promesso da tempo di ridurre il numero di deputati e senatori. Per il no invece ci sono gruppi parlamentari come quello di Emma Bonino (+ Europa), ma anche movimenti come quello delle Sardine.

Il quesito referendario sarà il seguente: “Modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari”, cioè lo stesso cambiamento approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n.240 del 12 ottobre 2019, e poi oggetti di una raccolta firme di alcuni parlamentari.

Referendum taglio dei parlamentari: cosa accade se vince il si

Se vince il si e cioè se il popolo decide di tagliare onorevoli e senatori, i primi passerebbero da 630 a 400, mentre i secondi da 315 a 200. In pratica, 354 parlamentari in meno, cioè da 945 a 600 parlamentari in tutto.

Come dicevamo, ridurre i parlamentari per molti significherebbe ridurre la rappresentanza dei cittadini. Probabilmente è così, perché se si tagliano i parlamentari, ogni zona avrà meno eletti da mandare a Roma. E soprattutto in un sistema che si regge su una legge elettorale alquanto particolare come rappresentanza, questo problema non è inesistente.

Potrebbe succedere che alcune regioni si trovino con un taglio di parlamentari più consistente rispetto ad altre se dovesse passare, oltre al referendum, anche la riforma mirata a superare la base territoriale per l’elezione al Senato.

Per ridurre davvero i costi in caso di vittoria del si occorrerebbe rivedere in po’ tutto l’apparato istituzionale. Le commissioni per esempio, di cui Camera e Senato sono piene, dovrebbero rivedere i loro numeri, adeguandoli alla diminuzione dei parlamentari. Stesso discorso per giunte e uffici di presidenza. Insomma, necessario un restyling completo del sistema, che come è adesso va completamente rivoluzionato.