Autore: Giacomo Mazzarella

Moto GP

Moto Gp: tutti contro Zarco, ma la telemetria da ragione al ducatista, sotto accusa lo Spielberg

Dopo il terribile incidente del Red Bull Ring, continuano le polemiche che dalla manovra di Zarco, passano alla sicurezza della pista austriaca.

Le immagini del terribile incidente tra Zarco e Morbidelli al giro 9 della gara di domenica sul circuito austriaco dello Spielberg, hanno fatto il giro del mondo, mettendo quasi in secondo piano il ritorno alla vittoria di Andrea Dovizioso e il suo rilancio in chiave mondiale.

Un incidente pauroso è dire poco, con lo scontro in staccata, con i piloti sbalzati e con le moto che attraversano una via di fuga e praticamente decollando, tagliano la strada agli altri piloti in arrivo al tornantino successivo, compresi Maverick Vinales e Valentino Rossi.

Nessuna grave conseguenza ne per Morbidelli e nemmeno per Zarco (solo frattura ad un polso), e nemmeno per gli altri piloti che miracolosamente sono stati solo sfiorati dalle altre moto. Ma le polemiche sono state subito dure, con il pilota francese accusato da tutto il paddock di aver fatto una manovra di proposito per causare danni al romano Morbidelli.

Anche Rossi nell’immediato dopo gara non ha lesinato parole al vetriolo nei confronti di Zarco, reo secondo tutti di aver frenato per non farsi superare, in un punto pericoloso della pista e senza usare rispetto per gli altri piloti e cervello. Ma ci sono alcuni chiarimenti arrivati dopo che sembrano scagionare Zarco da qualsiasi altra responsabilità per l’incidente.

Cosa dice la telemetria

Le corse di moto ormai sono diventate uno sport ad altissima tecnologia. Dopo le gare tecnici, piloti e addetti ai lavori hanno accesso anche alle telemetrie, che vivisezionano la gara di tutti i piloti e di tutte le moto aprendo a particolari che ad occhio nudo non si possono vedere.

Lo dimostra anche la vecchia polemica tra Valentino Rossi e Marc Marquez quando secondo il dottore il pilota spagnolo lo ostacolò di proposito quando Rossi era in lotta per il famoso decimo mondiale poi vinto da Jorge Lorenzo. Fu la telemetria a dare manforte a Rossi sul fatto che Marquez di proposito lo ostacolava, frenando dove non ci sarebbe stato bisogno e facendo da tappo al dottore che poi lo scalciò platealmente facendolo finire fuori pista.

E la telemetria adesso da ragione a Zarco. “In quel giro non ha frenato prima, anzi, avrebbe frenato anche più tardi rispetto agli altri giri”. Ed il tema del pilota francese della Ducati, parlano di accuse assurde quelle mosse da tutto il paddock che accusava Zarco di aver volontariamente causato il terribile schianto.

“Dopo i commenti e le dichiarazioni che sono apparsi, Johann Zarco è molto colpito perché in nessun momento ha avuto intenzione di compiere una manovra che metterebbe in pericolo se stesso e qualsiasi altro avversario” parole queste provenienti dal Team Ducati Avintia in un comunicato stampa che la squadra di Zarco ha voluto dopo le accuse mosse al suo pilota da parte di tutti e dopo la pubblicazione dei dati della telemetria. In pratica Zarco non sarebbe in nessun caso responsabile dell’incidente con Franco Morbidelli che ha rischiato di provocare una tragedia.

“Il nostro pilota ha voluto scusarsi e chiarire con ognuno dei colleghi coinvolti in questo evento di gara. Nonostante questo, dopo la disputa del Gran Premio d’Austria, la telemetria ha dimostrato che, al momento dell’incidente, Zarco ha frenato più tardi alla curva 3 rispetto al resto dei giri di gara, quindi da questa analisi ne consegue che in nessun momento è stata sua intenzione compromettere la frenata di Morbidelli e chiudere la sua traiettoria ”, questo il proseguo del comunicato.

Il circuito austriaco è pericoloso

Adesso le accuse maggiori le sta subendo il circuito dello Spielberg, da tutti i piloti accusato di essere poco sicuro. La pista austriaca è uno dei pochi circuiti che il circo della Moto Gp divide con la Formula Uno e con le corse in auto. Barcellona ed Austin per esempio, sono piste dove si corrono anche le corse di auto e molti piloti ritengono che piste del genere siano nate proprio per le quattro ruote, a partire dalle vie di fuga e dai cordoli.

Ecco perché adesso che si deve tornare a correre in Austria, dove sono stati calendarizzati due Gp consecutivi, molti chiedono interventi sulla sicurezza. In effetti il punto dell’incidente è particolare. La staccata dove è accaduto l’incidente si fa a 300 all’ora, mentre dopo c’è un tornantino in cui si passa a 50 Km orari. La via di fuga è piccola e come si vede dalle immagini dell’incidente, le moto arrivate a 300 Km orari, attraversano la via di fuga invadendo il tornantino e diventando veri e propri proiettili.