Autore: Giacomo Mazzarella

Moto GP

Moto GP, parla Rossi: «sul dritto pure la Suzuki meglio della Yamaha, e le gomme sono strane»

Un altro weekend anonimo per il Dottore che analizza il Gp di Stiria.

Se si parla di rettilinei, da sempre Honda e Ducati sono un mondo più veloci delle Yamaha. Queste ultime però in maneggevolezza e in percorrenza di curva dovrebbero essere migliori. Il fatto che in Austria, come pure a Brno, la conformazione della pista era sfavorevole alla Yamaha è una cosa appurata. E Valentino Rossi, ancora una volta deludente, analizza la gara e cosa è successo, dalle gomme al motore.

Yamaha, molti i problemi

Come detto Repubblica Ceca e Austria, cioè i circuiti di Brno e il Red Bull Ring non sono circuiti favorevoli alla casa del diapason. E così è stato. Tra l’altro, sono i motori 4 cilindri ad essere penalizzati in entrambe le piste. Ma anche la Suzuki è un 4 cilindri e in Austria andava meglio delle M1. I lunghi rettilinei sono inevitabilmente favorevoli ai propulsori V4, come per le Honda e per le Ducati.

Ma le velocità di punta raggiunte in Austria dimostrano che la Suzuki andava nettamente meglio della Yamaha, e questo la dice lunga sul fatto che i motori Yamaha vanno rivisti dal punto di vista della potenza.

Sia Alex Rins che Joan Mir hanno tenuto testa alla potenza delle Honda e Ducati, cosa che evidentemente no è riuscita alla Yamaha con nessuna delle M1 in pista. I numeri non mentono mai e così, Andrea Dovizioso ha toccato i 320,4 km/h, Rins i 314,8, Rossi i 310,3 km/h.

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Cosa ne pensa Valentino Rossi

Adesso anche la Suzuki sembra aver sorpassato la Yamaha sulla potenza dei propulsori. Anche se non serve solo la potenza in moto Gp, la cosa non è positiva per le Yamaha e Rossi non lo nasconde. "Ciò che guadagni sul dritto è tutto gratuito, quello che guadagni in curva si paga“, questo il pensiero del dottore, che quindi sottolinea il fatto che ciò che guadagni in curva sia a livello di gomme che di freni alla fine lo paghi.

Valentino Rossi e gli altri piloti Yamaha da anni lamentano la scarsa potenza in termini di velocità di punta della Yamaha YZR-M1. “Il problema con la velocità massima non è il motore in linea, quando si parla di accelerazione, la Suzuki ha un grip migliore di noi e anche il motore è più veloce. Ero dietro a Rins, tra una curva e l’altra poteva accelerare molto più velocemente di me. Ciò significa che Suzuki ha lavorato nel modo giusto. Ci auguriamo di poter migliorare“, così il Dottore ha sottolineato la differenza tra Yamaha e Suzuki, mostrandosi comunque fiducioso.

Il fatto è che in fase di accelerazione il posteriore della M1 slitta provocando ciò che in termini tecnici si chiama spinning. “Certamente hanno più trazione, ma ero dietro a Rins e chiaramente il suo motore è più veloce del nostro“, così ha parlato Rossi.

Oltre al motore, il Dottore ha avuto nelle gare austriache problemi di gomma e freni. Per questi ultimi, tra la prima e la seconda gara i miglioramenti sono stati evidenti. E per Misano, pista più congeniale alle Yamaha, i piloti M1 potranno tornare ad essere protagonisti. Ma c’è l’incognita gomme,

“La situazione è migliorata ultimamente, la Michelin è più attenta, ad esempio non ci danno più gomme che surriscaldano. In MotoGP però il livello è molto alto e basta una piccola differenza, come una gomma migliore di un’altra, per cambiare il risultato della gara“, questo ciò che ha detto Rossi, sottolineando che le gomme giocano un ruolo fondamentale.