La crisi dei semiconduttori: una perdita di 180 miliardi per il settore dell’auto

La crisi dei semiconduttori: una perdita di 180 miliardi per il settore dell'auto

Sarà un bagno di sangue a livello di perdite quello che subirà l’industria dell’auto a seguito del perdurare della crisi dei semiconduttori.

Nel mondo dell’Automotive, nell’industria dell’auto, c’è un termine che ormai è diventato di dominio pubblico più di ogni altro. Parliamo dei semiconduttori o microchip come molti li chiamano.

Si tratta di piccole parti elettroniche che servono ai veicoli e sempre con maggiore frequenza e numeri. Basti pensare che ne servono circa 3.000 ad automobile. Piccoli chip elettronici che le case automobilistiche di tutto il mondo, anche colossi come Stellantis, Volkswagen e Toyota, acquistano in Asia.

Taiwan, Corea, Malesia e Cina, sono questi i Paesi asiatici da cui le case automobilistiche si approvvigionano e da cui nasce la crisi. I semiconduttori ormai sono di dominio pubblico. Li conoscono i lavoratori delle fabbriche, soprattutto in Italia, dove le fermate delle produzioni dipendono proprio dalla carenza di questi microchip.

La loro carenza oltre che ad avere un impatto drammatico sul lavoro nelle fabbriche (ne sanno qualcosa i lavoratori degli stabilimenti italiani di Stellantis per esempio) e quindi sui dipendenti, ha impatto anche sulle aziende. Si parla infatti di una perdita di 180 miliardi solo nel 2021 per l’intero settore dell’industria dell’auto a causa della carenza di chip.

Una carenza cronica quella dei semiconduttori, e l’industria segnerà un rosso record

La mancanza dei semiconduttori ormai è cronica. La carenza di componenti elettronici sulle catene di montaggio delle auto, è nata da tempo, ma è diventata enorme anche per via del Covid. In una industria come quella delle auto (ma vale per qualsiasi altro campo di utilizzo dei microchip) dove per funzionare bene la catena di montaggio devono essere a regime tutte le componenti, basta poco per mandare in default il sistema.

Se mancano i microchip in pratica non si possono finire le auto. In pratica, è come se di colpo nell’industria della pasta mancasse la farina. Alix Partners, rinomata società di analisi di mercato, ha fatto previsioni drammatiche per l’intero settore. Il perdurare della carenza dei microchip per il solo 2021, porterà ad un calo di circa 7,7 milioni di veicoli.

Quanto ci rimetterà l’industria dei veicoli leggeri per la crisi dei semiconduttori?

In Italia per colpa dei microchip, lo stabilimento ex FCA di Melfi in Basilicata, ha rimandato di una settimana la riapertura dopo la pausa estiva. Ed anche adesso con le riaperture, il numero di disponibilità di questi semiconduttori garantisce al massimo 5 giornate di lavoro.

Eppure parliamo dello stabilimento che produce mediamente la metà di tutte le auto che ogni anno produce Stellantis in Italia, uno degli stabilimenti di produzione di auto, più imponenti d’Europa come mole produttiva.

Ma la carenza di semiconduttori ha impattato anche la Sevel di Atessa. Si tratta della fabbrica di furgoni sita in Val di Sangro, in provincia di Chieti, in Abruzzo. Società Europea Veicoli Leggeri, questo il nome dello stabilimento dove Stellantis (la Sevel fa parte del gruppo italo francese nato da fusione tra PSA ed FCA), costruisce i furgoni, tra cui il Fiat Ducato.

E pure lì non sono mancati i momenti di stop alla produzione, a tal punto che i sindacati minacciano scioperi con 1.000 lavoratori in bilico. Ma la carenza dei chip come detto riguarda l’intero settore delle auto, non solo Stellantis e non solo l’Italia.

Sempre in base ai dati di Alix Partners, l’industria automobilistica globale perderà qualcosa come 180 miliardi di euro (in dollari, 210 miliardi). E la perdita riguarda l’anno in corso. Occorre allargare il campo anche agli anni successivi, dal momento che sembra certo che la crisi dei semiconduttori non si risolverà presto e che pure nel 2022 se non addirittura nel 2023, queste carenze resteranno tali.

Basti pensare che sempre Alix Partners a maggio aveva stimato in 4 milioni circa i veicoli in meno prodotti nel 2021. Veicoli che come abbiamo detto adesso, in meno di 4 mesi sono passati, in previsione, a 7,7 milioni. Con le perdite che oggi sono quantificate da Alix Partners in 210 miliardi di dollari, che solo 4 mesi fa erano preventivabili in 110 miliardi di dollari.

Una crisi diffusa dall’Europa ad oltre Oceano

Come si legge nella sezione tecnologia della Gazzetta dello Sport, parliamo di una crisi globale. Ha colpito l’Europa, con l’Italia in prima fila, ma anche la stessa Cina, nonostante sia tra i maggior produttori di semiconduttori al mondo. E poi ha colpito gli Stati Uniti d’America, il Canada.

Nessuno è rimasto illeso dalla crisi dei semiconduttori, nemmeno i tedeschi che notoriamente in fatto di auto sono al top.

“Invece di attenuarsi, la crisi dei semiconduttori è stata esacerbata da ulteriori criticità in Malesia e problemi persistenti in altri paesi, e da altre variabili come il forte aumento dei costi delle materie prime e l’ulteriore accelerazione dell’elettrificazione” - queste sono parole espresse da Dario Duse, MD (Managing Director) per l’Italia di Alix Partners.