Autore: Luca Macaluso

Alimentazione

Attenzione a questi funghi: ecco quali sono i più pericolosi

Sappiamo bene che non tutti i funghi sono commestibili. Ecco quali sono i più pericolosi a cui fare attenzione.

Andare a funghi può essere un’esperienza piacevole, un’occasione per fare una passeggiata nel bosco e per apprendere qualcosa di più sulle specie che ci offre la natura. Certo però andare a funghi si fa una cosa seria se il nostro intento è quello di raccogliere un fungo per poi cucinarlo. Andare a funghi va fatto con una persona esperta. Questo perché non tutte le specie sono commestibili. Esistono infatti funghi velenosi che possono mettere in grave pericolo la nostra salute se mangiati.

I funghi velenosi contengono tossine pericolose che, quando ingerite, possono portare a un’intossicazione i cui effetti possono variare da disturbi intestinali pesanti, febbre alta, allucinazioni e persino la morte. Detto questo è molto importante saper distinguere i funghi commestibili da quelli che non lo sono. In particolare fate molta attenzione a questi funghi: ecco quali sono i più pericolosi.

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I funghi più pericolosi

Tra i funghi più pericolosi c’è l’Amanita Muscaria. Chiamata anche ovolo malefico, è facilmente riconoscibile se ricordiamo di associarla alla classica immagine del fungo che abbiamo sin da bambini. Si tratta infatti del fungo con il cappello rosso disseminato di tanti pallini bianchi, che ci insegnano a disegnare da piccoli e in cui vivevano i simpatici puffi dei cartoni animati. Ecco, il fungo reale, purtroppo non ha niente di simpatico a parte quelle fattezze carine. L’Amanita Muscaria è infatti un fungo pericolosissimo da non raccogliere per cucinare.

Se l’Amanita Muscaria è facilmente riconoscibile esistono però altre specie di funghi velenosi che non lo sono in quanto simili a funghi comunemente commestibili. Questi funghi possono addirittura ingannare un esperto. Uno di questi è la Amanita Phalloides, quasi identica ai funghi prataioli.

Esistono poi casi particolari ovvero quelli di funghi velenosi che però dopo il raccolto possono diventare commestibili previa cottura. Questo perché contengono tossine termolabili che vengono distrutte dalle alte temperature. Certamente la cottura deve essere fatta a regola d’arte per ottenere un alimento sicuro da mangiare. In alcuni casi è necessaria ad esempio una prebollitura dei funghi per almeno 20 minuti antecedente alla vera e propria cottura dell’alimento. Funghi commestibili solo dopo cottura sono:

  • L’Armillaria mellea;
  • Il Boletus Luridus;
  • Il Clitocybe Nebularis;
  • L’Amanita Rubescens;
  • L’Amanita Vaginata.

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L’intossicazione da funghi velenosi

Chi incappa purtroppo nella malaugurata situazione di mangiare un fungo velenoso, tra il breve e il lungo termine potrà manifestare la comparsa dei sintomi che si distinguono tra sindromi a breve latenza e sindromi a lunga latenza.

I sintomi a breve latenza sono caratterizzati da diarrea, nausea, vomito, disidratazione, dolori addominali, sudorazione e lacrimazione. I sintomi a lunga latenza sono invece quelli che mettono a rischio la vita come vomito e diarrea prolungata, contrattura muscolare, epatite, insufficienza renale con necessità di dialisi o trapianto, convulsioni, anemia emolitica.