Autore: Dott.ssa Francesca Troiani

Salute

5 consigli per non far ammalare il fegato

Scopriamo insieme come alimentarsi correttamente per non far ammalare il proprio fegato

Alimentazione e fegato, cosa c’è da sapere? In generale va ricordato come i fondamenti della nota dieta mediterranea, anche in tale caso, sono più che validi per quel che riguarda la salute del fegato. Una delle frequenti patologie che si riscontrano nella maggior parte delle persone che seguono un’alimentazione ricca in alimenti ad alto apporto lipidico, è la steatosi epatica. Condizione patologica causata principalmente da due fattori predisponenti: l’alimentazione non corretta e l’abuso di bevande alcoliche, il tutto quindi fortemente influenzato da una dieta e uno stile di vita malsano.

Ma perché è importante depurare il fegato?

Il fegato è una ghiandola fondamentale per il nostro metabolismo, la più grande del corpo umano. Collegata all’apparato digerente, non solo svolge numerosi funzioni utili alla digestione degli alimenti, ma detiene anche un’azione di difesa dell’organismo eliminando le sostanze tossiche e nocive. È chiaro quindi come la capacità del fegato di depurare l’organismo, venga compromessa dall’eccessiva presenza di tossine da eliminare.

Raccomandazioni dietetiche a tavola

Il trattamento base si concentra principalmente sul miglioramento o la correzione dello stile di vita, ovvero l’eventuale perdita di peso, una dieta sana ed equilibrata, la rinuncia all’alcol e al fumo ed un adeguato svolgimento di attività fisica. Ma capiamone di più, tenendo in considerazione i 5 consigli di seguito elencati al fine di non fare ammalare il nostro fegato.

  • Moderare il consumo smodato di alcolici in quanto un eccessivo consumo di bevande alcoliche limita decisamente la funzionalità epatica. La quantità ideale non dovrebbe superare i 30g, corrispondenti a due bicchieri di vino a gradazione media, consumati principalmente durante i pasti.
  • Seguire una dieta bilanciata ed equilibrata, composta per la maggior parte da carboidrati ovvero pasta, pane, cereali, patate (60-65% delle calorie introdotte), da lipidi come olio, formaggi, latticini (20%) e infine da proteine come carne, pesce e legumi (15%). Importante inoltre è assumere regolarmente frutta, non abusando però dei frutti più zuccherini quali: uva, fichi, cachi, banana.
  • Evitare il più possibile grassi saturi riscontrabili in formaggi ad alto apporto calorico, insaccati, dolci al cucchiaio, condimenti elaborati, frutta secca e zuccheri semplici presenti in dolci di varia natura, bevande zuccherate, caramelle, cioccolatini e qualsiasi altra tipologia di snack-food.
  • Bere molta acqua (almeno 1 litro e mezzo al dì) ed evitare periodi di digiuno prolungato, quanto piuttosto consumare pasti regolari (tre pasti principali e due spuntini), al fine di controllare il senso di fame/sazietà e ridurre i picchi glicemici.
  • È opportuno orientarsi verso uno stile culinario semplice, senza l’utilizzo di grassi aggiunti, prediligendo cotture al vapore, al microonde, alla griglia, alla piastra o con la pentola a pressione, piuttosto che la frittura o i bolliti di carne.