Tassa rifiuti seconda casa: va pagata anche se disabitata?

Il dubbio che la tassa sui rifiuti debba esser pagata anche per una seconda casa seppur disabitata è un dubbio che ricorre spesso tra i contribuenti. Cosa bisogna fare?

La Tari, tassa rifiuti, è la tassa comunale per la spazzatura di ogni abitazione.

Nel caso di una struttura disabitata o sfitta a causa di lavori di ristrutturazione, come si deve comportare il proprietario?
La risposta non è scontata perché la Tari sussiste in determinate condizioni, e non sempre è stato facile chiarire in alcune situazioni, se andasse pagata o meno.

Il presupposto per la Tari è il possesso o detenzione a qualsiasi titolo di aree o locali destinate ad un utilizzo che include la produzione di rifiuti urbani.

L’importo dovuto lo stabilisce il Comune di residenza, tenendo conto del limite massimo previsto dalla Legge di Stabilità 2014.
Se la casa al mare a cui siete tanto affezionati non è però più utilizzabile, allora forse potreste non pagare la rata! Vediamo perché.

La tassa sui rifiuti in una seconda casa vuota si paga?

Cosa succede se viene addebitata la tassa rifiuti su una seconda casa che non essendo abitata non è soggetta alla produzione di rifiuti urbani?
Di recente la Cassazione e il Ministero dell’Economia e delle Finanze hanno affrontato la questione, giungendo ad una conclusione: la tassa rifiuti sulla seconda casa, se disabitata, non va pagata.

La normativa però, vale a due condizioni:

  1. la casa deve risultare priva di arredi. Per dimostrare che la casa sia effettivamente senza arredo è possibile presentare un’apposita documentazione e ricevere anche un’ispezione da parte del Comune per valutare che la casa sia sfitta e priva di mobilio. L’ispezione però, è un caso molto raro.
  2. la casa deve risultare priva di fornitura di acqua, gas e luce. In questo modo, risultando a tutti gli effetti non occupata, il Comune esonera la seconda casa dal pagamento della tassa.

TARI: cos’è e a cosa serve

La tassa sui rifiuti è stata introdotta nel 2014 con la Legge di Stabilità, con l’accorpamento delle precedenti tasse del settore rifiuti-ambiente. Sono soggetti alla Tari:

chiunque possieda o detenga a qualsiasi titolo locali o aree scoperte, a qualsiasi uso adibiti, suscettibili di produrre rifiuti urbani. In caso di pluralita’ di possessori o di detentori, essi sono tenuti in solido all’adempimento dell’unica obbligazione tributaria.

Importi e scadenze per la Tari

Ai fini del calcolo per latassa rifiuti 2017 è utile sapere la superficie dell’immobile considerato.

Il più delle volte la scadenza della Tari agevola i contribuenti perché suddivisa in tre momenti:

  • 1° acconto entro fine aprile
  • 2° acconto entro la fine di luglio
  • Saldo entro la fine dell’anno

Ricordiamo però che la Tari è un’imposta comunale, e possono dunque variare importi e scadenze, anche se in linea ricorrono spesso queste scadenze.