Tasse comunali 2015: ecco quali sono i Comuni più colpiti dalla spending rewiew

Da uno studio della Cgia di Mestre emerge un quadro sconfortante riguardo agli effetti della spending rewiew sui Comuni italiani: ecco quali saranno quelli soggetti a maggiori tagli e che, quindi, saranno quasi certamente obbligati a un aumento delle imposte.

In base a uno studio della CGIA di Mestre, elaborato su dati del Ministero degli Interni, emerge un quadro sconfortante riguardo ai tagli che i Comuni italiani subiranno quest’anno dalla spending rewiew.

Gli interventi di riduzione della spesa pubblica che il Governo metterà in atto, determineranno una riduzione della spesa che i comuni potranno destinare ai cittadini, con il molto probabile effetto che le amministrazioni Comunali, per fare cassa e riuscire a garantire gli stessi servizi erogati negli anni precedenti, saranno costrette a rivalersi sui singoli cittadini aumentando le imposte comunali.

Perché la spesa dei comuni italiani viene ridotta
Le modalità di finanziamento dei Comuni Italiani hanno subito, negli ultimi anni differenti interventi di revisione. Il primo di essi è stata la riforma del federalismo municipale, avvenuta nel 2011, che ha abolito tutti i trasferimenti finanziari dallo stato centrale ai Comuni e li ha sostituiti con uno specifico «Fondo di solidarietà comunale».
Tale fondo viene, a sua volta, alimentato quasi completamente dalle risorse economiche che i Comuni cedono allo Stato Centrale, dopo averle ricavate dal gettito IMU ad aliquota base.
Il Fondo di Solidarietà comunale viene utilizzato per assicurare a tutti i cittadini l’erogazione dei servizi fondamentali e per compensare le differenze di capacità di spesa che sussistono tra i singoli comuni.
Le risorse del Fondo di solidarietà comunale vengono distribuite tenendo conto della spesa storica sostenuta dai comuni e stimando il costo dei fabbisogni standard e vengono integrate, a livello comunale dalle entrate dei singolo comuni, ovvero dalle risorse ottenute attraverso le imposte sulla casa (la parte di IMU ottenuta dalla specifica aliquota comunale, la Tari, la Tasi e le addizionali comunali IRPEF).
A proposito del Fondo di solidarietà comunale occorre ricordare che ha subito ingenti riduzioni già nel corso degli scorsi anni. Mentre, infatti, nel 2013, il Fondo, secondo le disposizioni della legge di Stabilità ammontava complessivamente a 6,5 miliardi di euro di cui 4,7 mld erogati dai Comuni e 1,8 mld erogati dallo Stato, nel 2015, l’ultima Legge di Stabilità ha previsto una riduzione di 1,2 mld di euro, per il Fondo di Solidarietà, a cui si aggiungono altri 288 milioni di euro di tagli.

Quanto si riduce la spesa per i comuni
Lo studio della Cgia di Mestre ha rilevato che le risorse a disposizione dei Comuni Italiani saranno ridotte quest’anno di complessivi 1,5 mld di euro e ha focalizzato la propria attenzione sui soli capoluoghi di provincia, ovvero su 108 Comuni, particolarmente rappresentativi della situazione italiana.
Per quanto riguarda la riduzione delle risorse economiche, i Comuni che subiranno i tagli maggiori saranno quello di Napoli che, rispetto allo scorso anno, disporra di 50,8 milioni di euro in meno; al secondo posto si posiziona l’amministrazione capitolina con una riduzione di 46,7 milioni di euro, seguita dal Comune di Milano a cui spetteranno 36 mln di euro in meno.
Per quanto riguarda i tagli che graveranno sui singoli cittadini, i Comuni maggiormente colpiti saranno i seguenti:

  • Cosenza, con 54 euro pro capite, in meno;
  • Napoli e Siena, con 51 euro pro capite in meno;
  • Firenze, con 50 euro pro capite in meno;
  • Milano, con 27 euro pro capite in meno;
  • Roma con 16 euro pro capite in meno;

Gli effetti sulle tasse comunali
Secondo il Segretario Generale della Cgia, Giuseppe Bortolussi, l’effetto complessivo della spending rewiew sui cittadini è chiaro

"Con meno soldi a disposizione è quasi certo che i sindaci saranno costretti ad aumentare i tributi locali"

Le Amministrazioni Comunali, per fare cassa, saranno quindi costrette ad aumentare in particolare l’imposizione (o eventualmente le aliquote, nel caso in cui, queste, non siano già ai loro livelli massimi) su Tasi, Imu e Tari.
Le categorie di cittadini più colpite saranno le famiglie e, ancor di più, i commercianti, gli artigiani e i piccoli imprenditori.