Autore: Marta Liberti

Scuola - Insegnanti

5
Ott

Giornata Mondiale degli Insegnanti: i lavoratori che l’Italia sottopaga e umilia

Oggi cade la Giornata Mondiale degli Insegnanti, un momento per dire grazie degli sforzi quotidiani. L’Italia però non ne valorizza le competenza e le capacità.

La Giornata Mondiale degli Insegnanti fa riflettere sul modo che l’Italia ha di trattare questi professionisti. Le parole della Ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli sono infatti di elogio ed encomio, ma non corrispondono ai fatti e non rispecchiano la realtà delle condizioni contrattuali di questa classe di lavoratori.

Le insegnanti e gli insegnanti sono donne e uomini che fanno ogni giorno della conoscenza un dono. Trasmettono non solo saperi e competenze alle nuove generazioni, ma anche la voglia di conoscere, di imparare, di crescere. Affiancano le nostre bambine e i nostri bambini nelle loro prime esperienze di relazione con l’altro da sé. Accompagnano le nostre ragazze e i nostri ragazzi nella strada che percorrono verso il loro futuro di cittadine e cittadini consapevoli. E lo fanno con fiducia, con attenzione, con uno slancio nei confronti delle alunne e degli alunni che meritano, in questa Giornata a loro dedicata, il nostro più sentito ringraziamento.

Così dichiara la Fedeli, parole che rimangono però tali dal momento che nei fatti poi le sue azioni non sono volte a valorizzare la preparazione degli insegnanti. Un percorso formativo e di inserimento al lavoro sempre più complesso e un salario poco idoneo alle competenze, queste sono le vere caratteristiche del lavoro dei docenti in Italia.

Nel nostro paese non è infatti sufficiente avere una laurea abilitante per accedere al mondo della scuola, si devono superare altri ostacoli. Dopo il fallimento del TFA a breve (si spera) verrà il FIT che porterà i docenti a poter accedere al concorso a cattedra solo dopo 3 lunghi anni di tirocinio e un percorso di formazione.

La Giornata Mondiale degli Insegnanti ha come scopo quello di valorizzare il lavoro di questa classe di lavoratori così importante per le nuove generazioni. Un giorno per cercare di apprezzare a pieno il contributo che i docenti danno alla società.
In un giorno così importante però si pensa anche al diverso trattamento salariale che questi lavoratori, così importanti hanno nel nostro Paese.

In Italia un docente viene pagato 24mila euro l’anno contro i ben 42mila che percepisce un professore in Germania. Una questione su cui al momento il Governo non sta intervenendo in alcun modo e che non sembra essere tra le principali voci dell’agenda.

Le insegnanti e gli insegnanti sono il cuore della comunità scolastica. Per questo dobbiamo sostenerli e valorizzarne il ruolo, che è fondamentale per la vita del Paese”. La parole della Ministra Fedeli non rispecchiano però la situazione che poi si verifica nel nostro Paese.

È per questo che stiamo lavorando al rinnovo del loro contratto, bloccato ingiustamente per troppo tempo. Siamo impegnati a trovare le risorse in Legge di Bilancio per adeguare le loro retribuzioni. Indispensabili sono anche la loro formazione e il loro aggiornamento costante: c’è un Piano che è stato predisposto a tale scopo, perché vogliamo sostenerli nella guida delle studentesse e degli studenti di fronte ai mutamenti e ai cambiamenti repentini che attraversano le nostre società

Tante proposte che si spera si convertiranno presto in un vero e proprio cambiamento di rotta da parte della Ministra e del suo staff.