Autore: Luca Macaluso

Alimentazione

13
Mar

Cos’è la pitaya e come si mangia

Cos’è e come si utilizza il frutto del drago, cioè la pitaya?

La pitaya è un frutto tropicale conosciuto anche con il nome di frutto del drago. È un frutto dei cactus, le celebri piante grasse spinose che si vedono nei film western. Infatti la pitaya è un frutto originario dell’America Latina e Centrale. Cerchiamo adesso di spiegare cos’è il frutto del drago, che proprietà ha e cine si mangia.

La pitaya, gli utilizzi comuni

Oltre all’America del Sud ed a quella Centrale, la pitaya ormai è coltivata anche nel Sud Est Asiatico e in Australia. Ecco perché ormai è un frutto di larga diffusione anche in Europa. Il frutto del drago è unico nel suo genere come colore e forma ed arriva a pesare anche 600 grammi. Dal punto di vista alimentare la pitaya è mangiata cruda, come la stragrande maggioranza dei frutti, compresi naturalmente quelli della sua specie, cioè i frutti tropicali.

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Resta il fatto che la pitaya viene utilizzata anche cotta, come ingrediente di svariati dolci o anche per la creazione di succhi di frutta e bevande in genere. La pitaya è quel caratteristico frutto rosso o roseo, con la polpa interna molto dolce e biancastra, con i semini nei che la fanno somigliare al gelato al gusto stracciatella.

Ha una pelle molto facile da pelare e una volta sbucciato, la sua polpa può essere mangiata con un cucchiaino o tagliata a fettine. Tra gli utilizzi culinari più diffusi, c’è il sorbetto di pitaya e spesso entra in macedonie e insalata di frutta. La pitaya spesso è venduta essiccata. Il processo di essicazione è naturale, perché lo si fa sfruttando direttamente i raggi del sole.

Essiccata la pitaya è mangiata come snack, al pari di molta frutta secca normalmente utilizzata nelle tavole. Una controindicazione della pitaya secca è però relativa al fatto che un frutto essiccato è più ricco di principi attivi e potenzialmente dannosi in soggetti che hanno patologie o allergie a determinate sostanze contenute nel frutto.

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Proprietà nutrizionali della pitaya

Si tratta di una frutta ricca di vitamina C e di proprietà nutrizionali di rilievo. Della pitaya va evidenziata la ricchezza di fruttosio e di calorie, il che lo rende un frutto che non è propriamente indicato per le diete dimagranti. Importante la sua funzione antiossidante, figlia della presenza di antocianine. Non tutti possono consumare liberamente la pitaya poiché questo frutto ha alcune controindicazioni.

Per le persone che soffrono di patologie legate al metabolismo del glucosio, sarebbe meglio evitare di mangiarla. Come sempre occorre prestare attenzione a qualsiasi cosa si mangi, ecco perché anche per la pitaya meglio chiedere un parere a medici di fiducia e specialisti che possono valutare se e come un soggetto possa mangiare il frutto del drago. Nei semi, quei puntini che si vedono benissimo nella polpa, troviamo una rilevante concentrazione di acidi grassi e di vitamina E.

Dai semi si estrae anche un olio che viene usato per motivi extra culinari, tra cui vanno rilevate le capacità cicatrizzanti del prodotto. Rilevante anche la presenza di vitamina B1, ferro e fosforo. Ottimo corroborante anche per l’intestino, perché nella pitaya si trovano alcuni carboidrati specifici che aiutano questo organo nel corpo umano.

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