Autore: Giacomo Mazzarella

Matrimonio - Donne

27
Mar

Separazione o divorzio: tutti i diritti del marito, dal mantenimento all’affidamento dei figli

La legge tutela solo le donne? la legge non fa distinzioni di genere tra maschi e femmine, anche se la tendenza è favorevole alle donne

In caso di separazione o divorzio, la legge italiana non fa differenza di genere, anche se appare innegabile che le donne sembrano essere maggiormente tutelate. Infatti la Cassazione, senza che la legge lo preveda, più volte ha utilizzato il principio della preferenza alla madre in caso di affidamento dei figli. Motivazione di carattere biologico, perché in linea generale si tende a considerare il bambino più legato alla madre che al padre, essendo il feto cresciuto nel grembo materno. A prescindere dalla sentenza di un giudici circa la colpa di aver mandato a monte il matrimonio, i figli minorenni sono affidati sempre alla madre e di conseguenza anche la casa coniugale, proprio per garantire un tetto sulla testa ai soggetti più deboli di queste incresciose situazioni, i bambini.

Affidamento dei figli

Come dicevamo prima, il figlio minorenne tendenzialmente viene affidato in caso di separazione o divorzio alla mamma. Un passaggio automatico o quasi. Infatti se il bambino ha già 12 anni, il giudice ha l’obbligo di ascoltarlo per valutare se il piccolo esprima una scelta differente rispetto alla regola generale che prevede l’affidamento materno. I figli maggiorenni invece hanno la facoltà di scegliere con quale genitore scegliere di stare.

La casa coniugale

Che sia a carico della moglie l’addebito della fine del matrimonio, perchè tradisce il coniuge o perché va via di casa, oppure che non lo sia e che decida di mandare a monte il matrimonio perché non c’è più amore, la casa coniugale in presenza di figli minorenni è sempre assegnata alla moglie.

Il mantenimento

Diverso il discorso per il mantenimento, cioè per il sostegno che il marito deve all’ex moglie che non è in grado di mantenersi da sola. In questo caso, se il giudice addebita alla moglie la causa della fine del rapporto coniugale, nessun mantenimento sarebbe dovuto a lei e caricato sulle spalle del marito. In pratica, se la responsabile di tutto sia la moglie, sempre in base a quanto sancisce il giudice, alla moglie non spetta il mantenimento, ma spetta la casa coniugale, l’assegnazione dei figli ed il mantenimento dei figli da parte dell’ex consorte.

Il mantenimento è un diritto anche dell’uomo?

Con i figli la donna è maggiormente tutelata in caso di separazioni o divorzi. Senza figli per esempio, la casa coniugale viene assegnata al titolare del diritto di proprietà o in caso di co-titolarità, si passa all’assegnazione condivisa e dove non è possibile, si passa alla vendita della casa con divisione dell’incasso derivante da tale vendita in parti uguali tra i due ex. A volte la parte debole redditualmente di un matrimonio può essere l’uomo. La legge prevede anche per lui il diritto al mantenimento se i redditi della moglie sono più alti. In caso di separazione il mantenimento deve essere tale da garantire anche all’uomo lo stesso tenore di vita avuto durante il matrimonio.

Nei casi di divorzio invece il principio è quello della autosufficienza economica. In pratica nel divorzio l’eventuale assegno di mantenimento deve essere tale da garantire una vita dignitosa, anche se non appropriata alla vita fatta precedentemente e quindi durante la vita coniugale. L’affido dei figli è sempre a vantaggio della madre, a meno che da perizie particolari, essa non risulti incapace di intendere e di volere o che venga giudicata pericolosa per l’incolumità e la crescita dei figli. In questo caso i figli verrebbero affidati al marito e di conseguenza anche la casa di abitazione. Il padre ha diritto a vedere i figli e il calendario delle visite è sempre concordato dai genitori, o in assenza di accordo, lo decide il giudice. Un genitore non può negare all’altro di vedere i figli, anche se non vale la regola che i figli debbano trascorrere con il genitore non affidatario le stesse ore che trascorrono con l’altro. Il padre che passa il mantenimento ai figli per le spese ordinarie deve far fronte anche a quelle straordinarie, ma in misura pari al 50% di queste.