Autore: Chiara Ridolfi

PIL - Unione Europea - BCE - Eurozona

Pil dell’Eurozona in rialzo: Italia da bollino rosso, dati non significativi

I dati della Bce confermano il trend positivo dell’eurozona, dove il Pil aumenta più del previsto. Dati non significativi quelli dell’Italia.

Il Pil dell’Eurozona oltre le attese e la crescita che sembra rafforzarsi sempre di più. Questi sono i dati che emergono dal rapporto della Bce, che modifica al rialzo le stime di crescita per il 2017: +2,2%.
Un notevole passo avanti, dopo il lungo periodo di crisi, che viene trainato dalle donne e dai lavoratori arrivati dai nuovi stati membri dell’UE.

I dati positivi non sono però quelli del nostro Paese, dal momento che in Itali scende il tasso di disoccupazione, ma non quanto si sperava. L’aumento degli occupati non è infatti significativo per la crescita dell’UE.
La Bce prende in esame 3 elementi: il tasso di discesa della disoccupazione nei 3 anni precedenti, la percentuale del calo della disoccupazione e il tasso di disoccupazione più basso rispetto a quello iniziale per 5 anni.
L’Italia, come la Slovenia, non soddisfa nessuno di questi requisiti e ancora una volta si aggiudica la maglia nera dell’eurozona.

Migranti e lavoro femminile trainano la ripresa

Parte importante in questa ripresa lo hanno le donne, si legge infatti nel rapporto della Bce: “L’aumento della forza lavoro durante la ripresa economica è stato trainato dalla partecipazione femminile”. L’aumento, spiega la Banca Centrale, è dovuto anche alla differenza che vi è tra l’istruzione femminile e quella maschile.

A sorpresa si parla anche dell’immigrazione e del contributo positivo che è stato dato dai migranti. I migranti hanno creato infatti un nuovo flusso di forza lavoro, che ha dato una spinta positiva ai dati.
“[...]ciò ha verosimilmente avuto un effetto considerevole sulla forza lavoro, in particolare in Germania e Italia, ma anche in altre economie minori dell’area” si legge nel rapporto di Francoforte.

Ripresa dell’economia dell’eurozona più salda

L’espansione economica dell’area dell’euro prosegue e mostra segni di crescente tenuta, mentre le misure di politica monetaria sostengono la domanda interna. I consumi privati sono sospinti dagli incrementi dell’occupazione, che a loro volta beneficiano delle passate riforme del mercato del lavoro, e dall’aumento della ricchezza delle famiglie. La ripresa degli investimenti continua a essere sostenuta da condizioni di finanziamento molto favorevoli e da miglioramenti della redditività delle imprese. Indicatori a breve e indagini congiunturali confermano una robusta dinamica espansiva su orizzonti ravvicinati.

In questo modo la Bce motiva la sua decisione di rivedere al rialzo le stime di crescita dell’eurozona. Pesa però l’apprezzamento che si sta avendo nell’ultimo periodo dell’Euro che portano a far rivedere al ribasso le prospettive per l’inflazione.