Autore: B.A

Debito pubblico - Eurozona - Crisi economica

Il dubbio su 20 anni di austerità: per il Mes, debito pubblico italiano sostenibile, lo dice la Ue

Vuoi vedere che la Lega a fine 2018 aveva ragione? Il Covid-19 dimostrerebbe che politiche espansive sono possibili.

La situazione attuale dell’economia mondiale e italiana è stata messa a dura prova dagli effetti della pandemia da coronavirus. Agli effetti sanitari drammatici, per numero di morti e di ammalati, adesso si affiancano effetti altrettanto drammatici dal punto di vista economico. Dagli Usa all’Europa, le istituzioni hanno deciso di mettere liquidità nei sistemi economici. Che piacciano o no gli strumenti previsti, sull’economia mondiale si abbatterà una enorme immissione di denaro.

Per quello che riguarda l’Europa e quindi l’Italia, Mes, Sure, Recovery Fund, sono le misure che la UE ha deciso di varare per sostenere gli Stati Membri. Soldi agli Stati, che produrranno una impennata del debito pubblico. Quest’ultimo è stato sempre il nemico pubblico numero uno del nostro Paese. La presunta insostenibilità del nostro debito pubblico è stato sempre l’ostacolo primordiale di qualsiasi manovra finanziaria che puntava a misure espansive dal punto di vista economico.

Adesso però con l’emergenza coronavirus, anche l’Italia è autorizzata a mettere da parte vincoli e ristrettezze. Una autorizzazione a far impennare il debito pubblico che la UE ha avallato, definendo il nostro debito perfettamente sostenibile. E allora perché tanto casino con la finanziaria del primo governo Conte, quando la Lega (col Movimento 5 Stelle) decise di varare per esempio quota 100?

ll debito pubblico italiano è sostenibile, lo dice la UE

«Il debito italiano è sostenibilie», parola della Commissione Ue. Il debito pubblico dell’Italia, secondo la UE, nonostante gli inevitabili rischi, rimane sostenibile nel medio termine. Questo ciò che la Commissione Europea ha messo nero su bianco nella scheda di valutazione della sostenibilità del debito redatta per valutare l’idoneità dei Paesi dell’Eurozona ad accedere alle linee di credito del Mes. Lo ha confermato pure il nostro Paolo Gentiloni, attuale commissario all’Economia UE.

Nel documento della UE si legge che «anche se la posizione debitoria si è deteriorata come risultato della crisi prodotta dalla Covid-19, il rapporto tra debito e Pil nello scenario di base è previsto su una traiettoria sostenibile e discendente nel medio termine». Quando Lega e M5S prepararono la manovra finanziaria 2019, si arrivò ad un autentico braccio di ferro tra Italia e Europa.

La nostra legge di Bilancio prevedeva uno sforamento al 2,40% del debito pubblico, una enormità secondo i vertici di Bruxelles che acconsentirono, dopo un muro contro muro, ad arrivare al 2,04%. Uno 0,36% che oggi sembra una inezia a confronto di quello che sta accadendo. Il nostro debito pubblico oggi schizzerà oltre il 10%, ma perfettamente sostenibile.

Una situazione anomala

Senza addentrarci in meccanismi economici difficilmente comprensibili, una cosa che immediatamente balza agli occhi è senza dubbio quella relativa agli ultimi anni di politiche Europee di austerità. Ritornando a ciò che accadde sul finire del 2018 fa strano il fatto che ci fu un duro scontro per una piccola deroga chiesta dell’allora governo gialloverde. C’era da varare il reddito di cittadinanza e la quota 100 e per un piccolo discostamento dello 0,36% si alzò un polverone.

Polemiche che hanno accompagnato la vita politica anche negli anni a seguire, con la quota 100 soprattutto, finita al centro delle polemiche. Una misura che gravava sui conti pubblici in maniera impressionante secondo molti, producendo un avanzo di debito pubblico (una ventina di miliardi la spesa per quota 100 spalmata su più anni) che minava stabilità e sostenibilità del sistema previdenziale e delle casse dello Stato.

Ma come, per quegli spiccioli (rispetto ai soldi che servono oggi la spesa di quota 100 sembra una mancia), l’Italia rischiava il tracollo ed oggi ci dicono che sforare di 8 punti percentuali il debito è sostenibile? Magari gli economisti avranno spiegazioni tecniche, ma alla gente comune il dubbio viene sicuramente. Non è che la Lega quando spingeva per misure espansive aveva ragione? Ci hanno sempre detto che il debito era troppo pesante, che le clausole di salvaguardia sull’aumento dell’Iva erano pericolose e adesso i soldi sono stati trovati? Oggi sono molti a credere che effettivamente forse, le politiche di austerità che la UE imponeva, potevano essere meno rigide.