Autore: Antonio Murante

Musica

«Ohms» il nuovo album dei Deftones: ecco la recensione

Ohms, un altro tassello dei Deftones nel loro viaggio sonoro camaleontico fatto di passaggi lucidi misti a rabbia.

Dopo quattro anni dall’uscita di Gore i Deftones ritornano sulla scena musicale con il loro nono album in studio: Ohms. Già dal titolo dell’album e dal significato della parola stessa, il titolo Ohms, che si riferisce all’unità di misura della resistenza elettrica, rappresenta «l’equilibrio e la polarità delle cose» e tutto questo è già un segnale per quel che riguarda l’ambito sonoro del disco. Al primo ’giro di ascolto’, Ohms è una sintesi, anzi un raggruppamento di tutte le sonorità che hanno caratterizzato la carriera dei Deftones dagli inizi a Gore.

Anche se in Koi no yokan iniziavamo a percepire suoni «diversi», in Gore notiamo un altro passo di sperimentazione che il gruppo aveva settato, Ohms invece ha la capacità, anche se non di innovazione, di una costante ricerca di suoni soprattutto nella prima parte dove troviamo i maggiori contrasti tra melodico e sperimentale mentre la seconda parte è più un ritorno alle vecchie sonorità ruvide della band.

Deftones: l’album Ohms

Ohms si apre con il singolo uscito in questi giorni: Genesis, che parla non a caso di bilanciamento esistenziale e rinascite, dopo un intro di sintetizzatori e tastiera tra atmosfere dark c’è un evolversi di potenza e aggressività grazie ai riff di Stephen Carpenter che viaggiano tra sonorità quasi stoner sugli scream di Chino, spettacolare!

Ceremony la voce in evidenza per i primi 30 secondi e subito dopo chitarra distorta che accompagna la voce di Chino in un sound sperimentale nella seconda parte del brano.

Urantia ed Error dopo un riff iniziale quasi trash metal di Carpenter i brani si evolvono con riferimenti ai lavori passati e nuove suggestioni.
The Spell of Mathematics è a dir poco spettacolare! Il groove in crescendo in The Spell Of Mathematics alternato tra pause e ritorni caratterizzata da contrasti chiaro/scuri, un misto tra passione e rabbia in un finale decrescente e morbido.

Pompeji dopo un intro melodico sperimentale nella prima parte procede con un grido di liberazione una sorta di equilibrio tra pace e rabbia in un finale dolcissimo caratterizzato dai synth che sfoggiano in un sound tipicamente ambient. Con This Link Is Dead il vecchio sound Deftones ritorna a ruggire,la voce di Chino è piena di rabbia sempre più ruvida dall’inizio alla fine.

Radiant City è veloce ed aggressiva con riff graffianti mentre Headless dopo un intro di arpeggi che fanno da tappeto alla voce di Chino su un riff di chitarra tipicamente stoner risulta essere una ballata vecchio stile. Chiude l’album la title track Ohms, una specie di chiusura di cerchio sonoro che racchiude tutto il mondo Deftones, melodie, riff, scream, una sorta di cameo finale.

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Tracklist

  • Genesis
  • Ceremony
  • Urantia
  • Error
  • The Spell of Mathematics
  • Pompeji
  • This Link Is Dead
  • Radiant City
  • Headless
  • Ohms