Autore: Chiara Ridolfi

Scuola - Insegnanti

Mobilità 2017/2018: novità, come calcolare il punteggio e cosa cambia con la firma

La mobilità 2017/2018 è stata firmata a febbraio, ma manchi ancora la firma del contratto. Di seguito le novità, come funziona e come si calcola il punteggio per la graduatoria.

L’accordo per la mobilità 2017/2018 è stato firmato nei primi giorni di febbraio e permetterà ai docenti e personale Ata di fare domanda di trasferimento per l’anno scolastico in arrivo.
Il Miur e i sindacati sono infatti riusciti a trovare un punto di incontro per quanto riguarda l’accordo, ma manca ancora una visione comune per il contratto.

Per il contratto della mobilità 2017/2018 le novità sono tante, ma anche le problematiche, dal momento che le parti sociali hanno messo restrizioni non da poco. È stato infatti stabilito che fin quando non si giungerà ad un accordo sulla chiamata diretta, non verrà firmato il contratto per la mobilità 2017/2018.
Ciò potrebbe comportare dei rallentamenti e delle dilazioni per le tempistiche.

La novità più consistente per la mobilità 2017/2018 è lo svincolo dei tre anni di servizio nella provincia di immissione in ruolo. Difatti da quest’anno potranno fare richiesta anche i neoimmessi in ruolo, dal momento che si prevede un aumento delle cattedre e una maggiore possibilità di mobilità all’interno delle scuole.

Ma questa non è l’unica buona nuova sul fronte mobilità per i docenti, dato che non vi sarà più la distinzione in fasi, ma un processo unico. Di seguito vediamo tutte le novità per la mobilità 2017/2018, cosa manca perché sia attivata e come si calcola il punteggio.

Mobilità 2017/2018: novità dell’accordo firmato

Dopo la firma dell’accordo sulla mobilità 2017/2018 tra sindacati e Miur sono state rese note le prime novità per quanto riguarda gli spostamenti dei docenti su territorio nazionale.
Il primo cambiamento importante, che abbiamo accennato sopra, è il decadimento del vincolo dei tre anni di lavoro nella provincia di immissione in ruolo.

Dal prossimo anno scolastico infatti anche i professori neoimmessi in ruolo potranno fare domanda per il trasferimento, date le nuove cattedre che dovrebbero formarsi con la trasformazione dell’organico di fatto in organico di diritto.

Dopo questo primo grande cambiamento ve ne è un altro che riuscirà a rendere più snelle le pratiche per il trasferimento: un’unica fase di presentazione della domanda. Le maggiori problematiche lo scorso anno sono state date dalle diverse fasi che erano stabilite per l’inoltro della domanda, mentre per quest’anno non si correrà questo rischio.

Tutti i docenti che vorranno fare domanda potranno effettuare la richiesta di trasferimento su ambito interprovinciale e provinciale in un’unica volta. Verrà però data precedenza alle domande per ambito.
Ciò vuol dire che il sistema per una domanda inviata con richieste sia in ambito provinciale che in ambito di territorialità, darà la priorità alla seconda.

Rimane invece separata la richiesta per la mobilità su passaggi di ruolo o di cattedra. Potrebbero esserci delle modifiche al riguardo con la firma del contratto, ma la questione non è ancora certa.

Altra novità per la mobilità 2017/2018 è l’equiparazione del punteggio di servizio che si è maturato pre ruolo e quello quando si è entrati di ruolo. Ci saranno quindi dei nuovi criteri per stabilire il punteggio, che ora andremo a vedere nel dettaglio.

Mobilità 2017/2018, novità per calcolo punteggio: ecco cosa cambia

Iniziamo con il dire che il punteggio assegnato ai docenti sarà di 3 punti per la mobilità d’ufficio e di 6 per la mobilità volontaria per ogni anno di servizio. Non vi sarà alcun tipo di distinzione, né per il personale Ata, né per il corpo docente, per gli anni di lavoro nella scuola pre ruolo o successivo all’entrata in ruolo.

In alcuni casi il punteggio attribuito al docente cresce, come potete vedere nell’elenco di seguito:

  • punteggio doppio per gli anni di servizio prestato sulle piccole isole (Sicilia e Sardegna non sono calcolate);
  • punteggio doppio per coloro che, per la mobilità di sostegno, abbiano conseguito un anno di specializzazione su posto di sostegno;

Non possono invece essere conteggiati ai fini del punteggio gli anni di servizio svolti nelle scuole paritarie (esclusione per i servizi svolti dal 31 agosto 2008 su scuole abbiano mantenuto il loro status di paritarie e paritarie ancora oggi) e per il doposcuola alle scuole elementari.

Punteggio aggiuntivo hanno i docenti con esigenze familiari, sono infatti attribuiti 6 punti ai professori che hanno subito un trasferimento d’ufficio e che ora vogliono ricongiungersi al coniuge.
Stesso punteggio viene dato per il ricongiungimento con i genitori o con un figlio.

Per la seconda possibilità, cioè il ricongiungimento con il figlio, si avrà inoltre un punteggio aggiuntivo (che potrà essere sommato a quello del ricongiungimento al coniuge) che verrà così ripartito:

  • assegnazione di 4 punti per figli con massimo 6 anni (compiuti entro il 31 dicembre 2017);
  • assegnazione di 3 punti per figli dai 6 ai 18 anni (compiuti entro il 31 dicembre 2017).

Il punteggio in questione viene assegnato per ogni figlio che il docente ha e che aiuterà a salire in graduatoria per il trasferimento.

Mobilità 2017/2018: struttura della domanda

Il docente potrà esprimere un massimo di 15 preferenze, 5 per le scuole e 10 per gli ambiti territoriali. Non ci sono vincoli invece sul minimo di scuole e ambiti da indicare, dal momento che questo punto rimane a discrezione del docente.
L’insegnante potrà infatti scegliere liberamente di indicare una sola scuola e un ambito.

Vincolo che è posto invece alla mobilità è l’impossibilità di indicare la preferenza per una sola sede, ma si dovrà inserire l’intero codice meccanografico. In questo modo il docente potrà fare domanda per l’istituto e tutti gli organi aggregati ad esso, per rispondere alle esigenze dell’organico di autonomia.

Queste al momento sono le uniche informazioni che sono state rese note per la domanda di richiesta della mobilità 2017/2018, per il resto si dovrà attendere invece la firma del contratto.
Non è ancora chiaro, purtroppo, quando riusciranno a trovare un accordo le parti sociali e il Miur.