Autore: Alessandro Leonardi

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Matrix 4, gli attori raccontano l’esperienza sul set del nuovo film di Lana Wachowski

L’attore Yahya Abdul-Mateen II, durante un’intervista per Variety, ha parlato della sua esperienza sul set di Matrix 4.

Matrix 4 è tra i film più attesi del momento, non solo perché i fan sono impazienti di rivedere il Neo di Keanu Reeves, ma soprattutto capire cosa racconterà, in quanto Matrix Revolution chiudeva in maniera definitiva e senza ulteriori spunti di trama la saga delle sorelle Wachowski.

Matrix 4: Yahya Abdul-Mateen II parla della sua esperienza sul set con Keanu Reeves e Lana Wachowski

Nel corso di un’intervista esclusiva di Variety, uno dei protagonisti del nuovo film, ovvero l’attore Yahya Abdul-Mateen II, ha parlato dell’esperienza sul set di Matrix 4 e della direzione alla regia di Lana Wachowski che, pur essendo l’ideatrice della saga insieme alla sorella Lily, questa volta si è trovata da sola con la cinepresa.

Del film non si sa ancora nulla, nemmeno se qualche idea del soggetto, ma conosciamo soltanto il cast che prenderà parte al nuovo capitolo. Keanu Reeves e Carrie-Anne Moss(Trinity) saranno nuovamente i protagonisti.

Mateen ha dichiarato che lavorare sul set con Keanu Reeves e Lana Wachowski è stato importante, soprattutto per riuscire ad abituarsi al «mood» del film: «Nessuno capisce Matrix ad eccezione di Keanu Reeves e Lana Wachowski. A quel punto impari a trovare il suo significato, e poi vieni messo alla prova. Se nessuno dice niente allora puoi fidarti che stai facendo la cosa giusta».

L’attore non ha parlato della trama, quindi nessuna novità all’orizzonte. Il film, a causa dell’emergenza sanitaria globale, ha rallentato la produzione, ma stando alle previsioni potrebbe arrivare alla fine del 2021.

Neil Patrick Harris parla della produzione di Matrix 4: un’esperienza intima

Neil Patrick Harris, durante un’intervista, ha parlato della sua esperienza con Matrix 4: «Non sembrava una grande produzione perché spesso si girava al volo, si girava utilizzando la luce naturale. A volte ti sedevi per un’ora ad aspettare che le nuvole si diradassero, e poi bisognava filmare velocemente. Si filmavano scene lunghe diverse pagine in 30 minuti, e poi avevi finito. Si potrebbe pensare che una grossa produzione sia fatta al 100% di storyboard, inquadrature controllate maniacalmente eccetera.»

Ha continuando dicendo: «Penso che Lana abbia già vissuto questa situazione tre volte, e sospetto che ora voglia fare le cose a modo suo. Non capitava spesso di sentire di stare facendo qualcosa di gigantesco, perché lei lo faceva sembrare molto intimo».

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