Autore: Alessandro Leonardi

Cinema - Gossip

Johnny Depp dedica un pensiero all’umanità con la «regina delle canzoni»

Ancora non sappiamo quali saranno i suoi progetti futuri, ma scopriamo qualche dettaglio in più interessante della vita «travagliata» di Johnny Depp.

Johnny Depp è ancora nell’occhio del ciclone degli «imprevisti». Dopo il recente allontanamento dal cast della saga di Animali Fantastici e dove trovarli, e la possibile esclusione dalla produzione de Pirati dei Caraibi, in questo momento non sappiamo quali saranno i progetti futuro dell’attore e quando potremo rivederlo sul grande schermo.

Un successo travagliato

A parte questa situazione di stallo, ricordiamo che Johnny Depp è apparso l’anno scorso con Mark Rylance in Waiting for Barbarians e nel film di J. M. Coetzee Arrivederci professore. Un attore che un po’ si è perso nell’ambiente cinema, ma è naturale, tra la pandemia di Coronavirus e i problemi familiari. Mentre aspettiamo di sapere qualcosa sul futuro del nostro affezionato Jack Sparrow, scopriamo insieme qualche dettaglio in più sulla sua vita.

Johnny Depp nasce il 9 giugno del 1963 a Owensboro, in cui ha trascorso la maggior parte della sua infanzia. Di origini cherokee, ha vissuto una vita molto frenetica e investita da problemi personali: era un ragazzo chiuso e dipendente dalle droghe.

Dopo il suo successo al cinema, l’attore attraversò diversi momenti di depressioni sul suo lavoro «insoddisfacente», che lo relegavano a parti in film minori e che lo catalogavano come il «bello» del momento.

Grande amico di Tim Burton e di Helena Boham Carter, Johnny Depp continuò la sua carriera nel cinema a fianco a loro due, e tra alti e bassi, venne pian piano riconosciuto come uno degli attori più prolifici di Hollywood.

La dedica all’umanità

L’estate scorsa l’attore ha compiuto 57 anni, e ha celebrato il suo compleanno condividendo un pensiero sull’umanità e sulla situazione attuale con uno dei brani più importanti della discografia di Bob Dylan, The Times They Are A-Changin.

«Due mesi prima che il mondo fosse sottoposto alla sconvolgente diretta dello spietato omicidio di JFK alla luce del giorno, Bob Dylan si sedette a scrivere una canzone. Aveva già ottenuto un successo stratosferico, ma era rimasto sé stesso evitando ogni sorta di truffatori, sanguisughe, ingiustizie e intrusioni nella sua vita. Le sue intenzioni sono rimaste pure. Così ha scritto la regina delle canzoni di protesta, la più significativa, poetica, sbalorditiva e incredibilmente profetica che il mondo conoscerà mai: The Times They Are A-Changin».

Continua dicendo: «Parla del Covid-19, parla decisamente delle immagini della morte di George Floyd, impresse per sempre nei nostri cervelli, parla del momento in cui eravamo nel 1963, di tutto quello che è successo prima, che è successo da allora e che succederà in futuro.».