Autore: Alessandro Leonardi

Cinema

Jim Carrey vs. Donald Trump: «il clown assassino è venuto per uccidere la verità»

Jim Carrey risponde alla violenta manifestazione avvenuta a Capitol Hill dopo la proclamazione del nuovo presidente degli Stati Uniti d’America.

Quello che è accaduto a Capitol Hill rimarrà negli annali della storia politica americana: la sede del Congresso americano è stata attaccata da un gruppo di manifestanti Trumpiani. Di questo fatto ne risponderanno a dovere, ma nel frattempo, il mondo dell’arte dice la sua riguardo alla situazione.

Jim Carrey vs. Donald Trump

Tra i tanti che hanno espresso la loro indignazione verso queste manifestazioni violente è Jim Carrey che, anti-Trumpiano convinto, ne approfitta per attaccare l’ex leader americano. Carrey giudica il vecchio presidente come «parte protagonista» dell’accaduto:

«... Ma Covfefe [errore ortografico di Trump in un tweet virale] il clown assassino non è venuto solo per prendere delle vite, è qui per uccidere la verità e armare l’ignoranza. La contaminazione odierna della cupola del Campidoglio è il raccolto della negligenza repubblicana e della sedizione totale dall’alto verso il basso. I sintomi cronici di un presidente e un Senato corrotti sono ora in pieno effetto», ha detto Carrey in una vignetta creata appositamente subito dopo i fatti accaduti a Capitol Hill.

L’attore si rivolge poi direttamente al nuovo presidente degli Stati Uniti, Joe Biden: «Mi dispiace Joe... questo pagliaccio ti ha reso presidente in tempo di guerra, che ti piaccia o no».

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Cosa è successo a Capitol Hill?

Ribadiamo che i manifestanti pro-Trump hanno violentemente replicato la vittoria di Biden. Donald Trump aveva aizzato la folla, poiché in disaccordo con i risultati delle elezioni. I gravi tumulti sono finiti per costare la vita di 4 persone, con i conseguenti arresti di almeno 52 manifestanti. Il vicepresidente Mike Pence ha detto: «Non avete vinto, vince la libertà, questa è la casa del popolo».

I social hanno bloccato i profili del presidente Trump a causa delle violenti manifestazioni. Twitter ha annunciato di aver bloccato l’account di Trump per dodici ore, subito dopo aver oscurato tre post che contenevano offese gravi e calunnie alla politica dei social network.

Twitter ha anche dichiarato di essere disposta a bannare in maniera permanente l’account del presidente se le violazioni dovessero continuare. Anche Facebook ed Instagram hanno fatto lo stesso, subito dopo gli avvenimenti che hanno interessato il Congresso americano.