Autore: Luca Macaluso

Alimentazione - Benessere

22
Feb

Cosa succede a chi mangia riso un po’ crudo? Attenzione, ecco la risposta

Cosa succede a chi mangia riso un po’ crudo? Si può mangiare ma non si deve esagerare e soprattutto ci si deve accertare che provenga da una coltivazione sicura.

Cosa succede a chi mangia riso un po’ crudo? Non succede proprio nulla di male a chi mangia riso crudo, ma ciò non significa né che si possa abusare con il consumo di questo alimento, e nemmeno che si possa mangiare riso sempre e solo crudo. La risposta giusta può essere quindi il consiglio di mangiare riso preferibilmente al dente, anche perché se viene cotto purtroppo perde molte delle sue proprietà nutrienti.

Più lo si mangia al dente oppure crudo, e più però non si deve dimenticare che l’ideale sarebbe riuscire anche a consumarlo insieme ad un notevole apporto di acqua, per drenare l’amido e per non appesantire lo stomaco. Ci sono anche alcuni tipi di riso però che anche se si cuociono, riescono a mantenere più degli altri le loro proprietà nutrienti. Si parla soprattutto del riso integrale o di quello parboiled. Per quanto riguarda invece i tipi di riso che possono essere preferibili da assumere da crudi, c’è il riso nero.

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Crudo o cotto?

Gli esperti non si schierano né dall’una né dall’altra parte, ma con i loro studi hanno dimostrato che sarebbe preferibile consumare questo alimento al dente. In realtà, se ci si può fidare della provenienza e soprattutto se si può dimostrare che il tipo di coltivazione subita dal riso sia biologica o comunque salutare, sarebbe l’ideale anche consumarlo crudo.

Il motivo di tale tipo di consumazione risiede nel fatto che quando è crudo, il riso riesce a mantenere molto di più le proprietà che possiede. Se invece si cuoce, succede un po’ come nella pasta: le ricche quantità di amido si spezzano, svaniscono e si sciolgono, mostrando solo la componente ricca di zuccheri.

Si deve anche sottolineare che le proprietà del riso, tra cui soprattutto amido, vitamine B e anche alcuni importanti sali minerali, vanno via già anche solo se lo si sciacqua prima di cuocerlo. Di conseguenza, se già lo si lava e in più lo si cuoce, si finisce per mangiare solo una minima quantità di sostante utili per l’organismo.

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Proprio per questo motivo, sarebbe preferibile mangiarlo crudo oppure almeno al dente. Si deve ricordare però che prima ci si deve accertare che la provenienza del riso sia assolutamente sicura e soprattutto biologica, o comunque salutare. Oltre a questo si deve anche sottolineare che se si mangia il riso crudo, l’ideale sarebbe anche consumare un notevole apporto di acqua, cosa che aiuta senza dubbio alla digestione e soprattutto all’assimilazione veloce di questa componente.

I tipi di riso da preferire crudi o cotti

Ci sono alcuni tipi di riso che anche se vengono cotti, riescono a mantenere di più le proprietà nutrienti, rispetto ad altre tipologie di questo alimento. Tra i primi vi sono soprattutto il riso integrale, ricco anche di fibre, e soprattutto quello parboiled. Questi, se vengono consumati cotti, almeno riescono a mantenere più percentuali di componenti nutritive.

Il miglior riso da consumare crudo invece è quello nero, che si solito viene inserito all’interno di insalate di ogni tipo, come quelle semplici o anche condite con frutti di mare, o ricette di altra tipologia. Il riso nero non ha molte proteine, e questo vale anche per gli altri tipi di riso, ma almeno è ricchissimo di fibre e soprattutto ha pochi acidi grassi.

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In generale si può quindi affermare che mangiare riso crudo non faccia male, a meno che non si esageri con le porzioni e soprattutto solo se si è sicuri che il riso provenga da coltivazioni più che sicure. Oltre a questo, è sempre meglio consumarlo anche con un notevole apporto di acqua, e ovviamente all’interno di una dieta equilibrata ed anche sana. Molti addirittura lo consumano la mattina, momento della giornata in cui è più facile bruciare calorie, anche se non c’è un momento della giornata che è più consigliato di altri, per consumare il riso. L’importante è che non si esageri.