Atac sull’orlo del baratro: cantieri bloccati e debiti a non finire

Atac è sempre più sull’orlo del baratro e i servizi a partire da settembre potrebbero risentire della forte crisi aziendale.

Atac comincia a bloccare i cantieri e la situazione si fa sempre più grave per l’azienda del trasporto romano. A breve nella Capitale saranno di ritorno tutti i vacanzieri e soprattutto riapriranno le scuole, ma il servizio potrebbe non essere dei migliori.

L’azienda che si occupa del trasporto nella Capitale era finita nell’occhio del ciclone con le dichiarazioni di Bruno Rota, che aveva mostrato come il crack finanziario fosse ormai dietro l’angolo.
Nel frattempo i Radicali erano riusciti a raccogliere le firme necessarie per proporre un referendum e mettere a gara il servizio con il bando del 2019.

Un problema dietro l’altro per la municipalizzata romana che adesso viene sommersa dalle ingiunzioni di pagamento e dalle richieste di saldo dei debiti. Il pericolo di un default è sempre più vicino e a farne le spese saranno come sempre i cittadini della Capitale.

Tutti i debiti di Atac

Le casse della municipalizzata sono sempre più vuote e lo stato del servizio ne comincia a risentire. Nei giorni scorsi il cantiere di Acilia Sud è stato chiuso, dal momento che la società che si occupa dei lavori attende ancora un pagamento da 1,3 milioni di euro.
Ma questa non è l’unica richiesta di pagamento che è giunta agli uffici di Atac nelle ultime settimane.

Atac ha infatti 90 milioni di debiti con Cotral e Ferrovie dello Stato che hanno ora inviato un’ingiunzione di pagamento all’azienda. Nelle settimane scorse il tribunale di Roma aveva inoltre ingiunto ad Atac di saldare il debito con l’azienda Tpl a cui deve 42 milioni e che a breve dovrebbe trovare il modo di pagare.

Un problema dietro l’altro per la società che non ha solo i debiti enormi con grandi aziende, ma anche piccole somme (si parla sempre di centinaia di migliaia di euro, ma nulla in confronto ai milioni con Cotral e Ferrovie) ai fornitori. Proprio questi adesso sono sul piede di guerra per l’assenza di pagamenti e minacciano di bloccare le forniture.

Ad aggravare la situazione ancora di più arriva una nuova tegola per Atac: la passività con l’Agenzia delle Entrate per 23 milioni di euro. Rimangono ancora in piedi 12 cartelle da saldare che coprono l’arco temporale dal 2003 ad oggi che lo stato di precarietà dell’azienda.
Una situazione che potrebbe aggravarsi con l’arrivo di settembre e delle nuove scadenze dei pagamenti.