Autore: C.E

Addio a Luca Canali, grande latinista e scrittore

Il mondo della cultura dà l’addio al grande latinista e scrittore Luca Canali.

Articolo di Giovanna Giraudi

Il mondo della cultura dà l’addio al grande latinista e scrittore Luca Canali. Nato e morto a Roma, città da lui tanto amata, Canali aveva ottantotto anni ed era stato, per lungo tempo, docente di letteratura latina all’università.

Di famiglia semplice, lo scrittore ha a lungo militato nella sinistra fin dai tempi della Resistenza, iscrivendosi poi al Partito Comunista all’età di vent’anni. Dal Pci, però, viene allontanato per la posizione presa, nei confronti del partito, dopo la rivolta in Ungheria. Laureatosi all’Università di Roma con una tesi su Lucrezio, Canali, oltre a dedicarsi agli studi classici, è stato anche poeta e scrittore.

Molti sono i temi da lui toccati, da quelli più intimi dell’eros e della solitudine a quelli sulle idee politiche e sulla Resistenza. Tra le raccolte di poesie da lui scritte ricordiamo: “Un’altra stagione”, “La deriva”, “Il naufragio”, “Toccata e fuga”; “Giuro di dire” e “Alla maniera di”. Molti sono anche gli scritti a carattere autobiografico e i romanzi. Tra essi ricordiamo:

  • “La Resistenza impura” (Manifesto libri), una delle prime prove letterarie dell’autore. Il romanzo parla di Resistenza in generale ma c’è anche molto di biografico.
  • “Il sorriso di Giulia” (Editori Riuniti), narrazione che ha come personaggio principale un comunista in crisi con il partito, come successo allo scrittore stesso.
  • “Autobiografia di un baro” (Mondadori), la storia di un ragazzo romano di estrazione borghese, dotato di talento artistico che, nel dopoguerra, si dedica alla lotta politica per dare un senso alla sua vita che egli percepisce priva di valori. Quel che il protagonista non sa è che a metterlo in crisi non sono né i rapporti con la politica, né quelli con le donne, né le ipocrisie del Partito durante gli accadimenti in Ungheria: ciò che lo mette in seria difficoltà è la malattia, una psicosi che lo condurrà sull’orlo del suicidio. Questi fatti non risultano estranei allo scomparso autore che per lungo tempo ha sofferto di disturbi nervosi.

Tra le sue opere più recenti ricordiamo “Augusto, il braccio violento della storia” (Bompiani) dedicato al più grande imperatore romano, Ottaviano Augusto e alla sua inarrestabile scalata al potere. L’autore ricostruisce con l’avvincente stile del romanziere e con il rigore dello storico un periodo indimenticabile delle vicende dell’antica Roma.

Per ultimo va menzionato “Match nullo” (Cavallo di Ferro), candidato al Premio Strega 2014: è la storia di Luca e di Giuliano, due amici inseparabili che, quando a dodici anni sono costretti a vivere lontani l’uno dall’altro, si fanno una promessa, quasi una sfida. Si impegneranno per vedere chi fra loro avrà più fortuna nella vita. Un racconto scritto in maniera curata nel linguaggio, nello stile, nella ricerca delle parole. L’ultima opera d’uno scrittore che tanto ha dato alla cultura italiana.

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