Vertice USA-Germania: ecco di cosa hanno discusso Merkel e Trump

Vertice USA-Germania: Angela Merkel ha incontrato Donald Trump a Washington. I due leader hanno trattato questioni militari ed economiche. Ecco i dettagli.

La cancelliera tedesca Angela Merkel ha incontrato il Presidente USA Trump in occasione del vertice bilaterale USA-Germania tenutosi ieri a Washington. Per la Merkel si è trattato del primo viaggio diplomatico negli USA dopo l’insediamento di Trump alla Casa Bianca, avvenuto lo scorso gennaio. I due leader hanno discusso principalmente di strategie militari e di economia.

Era atteso da tempo il vertice bilaterale tra Merkel e Trump. I due leader hanno trattato principalmente due questioni:

  • Trump ha apprezzato l’impegno tedesco ad aumentare la spesa militare, soprattutto in ottica NATO. Per Trump ogni Paese dell’alleanza atlantica è chiamato a corroborare la propria esposizione budgetaria nei confronti della NATO;
  • si è discusso anche di economia al vertice USA-Germania di Washington: Trump ha fatto sapere che quella della sua amministrazione non è una derivaa isolazionista come molti pensano. Inoltre, i due leader sono tornati sulla delicata questione del surplus tedesco. La Germania è stata di recente accusata dagli USA, specie dal consigliere economico di Trump Peter Navarro di agire scorrettamente sul piano commerciale attraverso il surplus della bilancia dei pagamenti.

Angela Merkel è stata accompagnata nel viaggio diplomatico negli USA dagli amministratori delegati di BMW e Siemens che, come ha ricordato Il Sole 24 Ore, negli USA sfamano circa 100 mila persone.

Tuttavia, il vertice tra Merkel e Trump è apparso più come un consuetudinario cerimoniale diplomatico, che come il primo passo per la creazione di un asse Berlino-Washington. I tempi della special relationship tra Merkel e Obama sono finiti.

Vertice Merkel-Trump: i principali punti emersi

Si è tenuto ieri (17 marzo) a Washington il tanto atteso vertice tra Angela Merkel e il Presidente USA Donald Trump. Il padrone di casa ha aperto le porte dello Studio Ovale della Casa Bianca come prevede la consuetudine diplomatica.

Si è trattato del primo incontro ufficiale tra Merkel e Trump dopo l’insediamento di quest’ultimo alla Casa Bianca avvenuto lo scorso gennaio.

I rapporti tra Germania e USA nell’era Trump non sono di certo idilliaci. Trump è generalmente considerato dalle cancellerie europee moderate, tedesca in primis, come una mina vagante, un pilastro dello scacchiere internazionale sul quale è assai complesso fare affidamento. Il tycoon è l’emblema di un modo intestino di fare politica e rappresenta il punto fermo dei vari populismi europei. Ragion per cui le vecchie e navigate cancellerie europee diffidano di lui come diffidano dei partiti populisti con cui da mesi si trovano a battagliare in casa.

Tuttavia, in occasione del vertice bilaterale USA-Germania Trump ha presto specificato che non è sua intenzione isolare gli USA dallo scenario globale. L’obiettivo dichiarato è quello di controllare la globalizzazione, non di certo chiamarsi fuori da questa. Le recenti mosse come la soppressione del TTP o la presunta revisione del NAFTA vanno lette come l’intenzione di ovviare ai rischi di un’esposizione globale che, a detta di Trump, minacciano l’economia USA.

Merkel, d’altro canto, si è detta disponibile a corroborare il dialogo con gli USA, sebbene persistano distanze apparentemente incolmabili. Così Angela Merkel:

“Anche se abbiamo opinioni differenti, vale la pena sedere insieme e discutere.”

Quanto ai contenuti del vertice, Trump - che di recente ha aumentato la spesa militare USA - ha chiesto all’alleato tedesco di fare altrettanto, specie in ottica NATO. Anche se l’amministrazione USA ha di recente affermato che la NATO resta un’alleanza strategicamente importante per le sorti della stabilità globale, Trump è del parere che gli alleati debbano fare di più in termini di esposizione budgetaria.

Sul piano economico, si è parlato delle recenti accuse mosse alla Germania dal consigliere economico di Trump Peter Navarro. L’economista considera inaccettabile l’entità del surplus commerciale tedesco in un’ottica di corretti rapporti economici fra Paesi. Buona parte dell’export tedesco, infatti, finisce negli USA; per converso, la domanda tedesca di beni USA resta scarsa. Matthew C. Klein, del Financial Times, è del parere che l’entità del deficit commerciale USA vada in buona sostanza attribuito alla rigidità della domanda tedesca.

Naturalmente, come consuetudine prevede, la spedizione diplomatica tedesca negli USA è stata anche motivo per concludere affari. Sul volo di stato erano presenti gli amministratori delegati di BMW e Siemens. Il giro d’affari delle due aziende tedesche negli USA è significativo (impiegano circa 100 mila statunitensi).