Autore: Stefano Calicchio

Crisi economica

18
Mar 2020

Vendite allo scoperto: la Consob le vieta, da oggi e per 3 mesi attivo lo stop allo short selling

Dalla Commissione Nazionale per le Società e la Borsa arriva un nuovo divieto sullo short selling, concretizzando 3 mesi di stop alle vendite allo scoperto su tutto il mercato italiano.

Arrivano nuove misure di contrasto alla grave crisi finanziaria che ha fatto seguito all’esplosione dell’emergenza Coronavirus. Ad intervenire sui mercati finanziari per stabilizzare la forte situazione di volatilità e per contenere le vendite è la Consob. La Commissione ha adottato due misure pensate per cercare di rafforzare i mercati e garantire la trasparenza delle partecipazioni delle società quotate.

Con il nuovo provvedimento si è quindi deciso che a partire dalla sessione di contrattazioni di oggi 18 marzo 2020 risulta attivo un divieto di vendite allo scoperto e di altre operazioni ribassiste, applicato a tutte le azioni presenti sul mercato italiano. In questo modo, si estende una misura che negli scorsi giorni aveva già coinvolto decine di titoli azionari. Allo stesso modo, sono vietate anche le operazioni di short selling di natura intraday (quindi con apertura e chiusura delle posizioni in giornata).

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Vendite allo scoperto e divieto di operazioni corte: l’obiettivo della Consob

Secondo quanto indicato dalla stessa Commissione, l’applicazione delle misure restrittive ha l’obiettivo di garantire “l’integrità del mercato, anche alla luce delle misure eccezionali sulle vendite allo scoperto” implementate da altre nazioni come Spagna, Francia e Belgio. L’intervento della Consob non si è però limitato solo al divieto applicato allo short selling.

Infatti, si è deciso anche di “introdurre temporaneamente un regime di trasparenza rafforzata sulle partecipazioni detenute dagli investitori nelle società italiane quotata in Borsa a più alta capitalizzazione e ad azionariato diffuso”. Quest’ultima misura si applica alle principali 48 società quotate su Borsa Italiana. Entrambi i provvedimenti risultano approvati all’Esma, che ha preso in esame le misure dando il proprio parere positivo.

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