Trump novità: Obama mi spiava

Ecco l’ultima novità di Trump: Obama lo spiava durante la campagna elettorale. Queste le accuse infondate di Trump che su Twitter richiama lo scandalo Watergate. L’opinione pubblica chiede spiegazioni.

Arriva l’ultima novità dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump: durante le elezioni il suo predecessore Barack Obama lo spiava.

Questo è quanto è stato detto dal presidente durante questo weekend infuocato. Sembrerebbe che Trump, nell’ambito dell’inchiesta sul peso della Russia nelle elezioni americane, per discolparsi, abbia fatto ricadere la “colpa” sul suo predecessore.

Trump avrebbe accusato Obama di aver “spiato” le sue telefonate prima delle elezioni e avrebbe chiesto al Congresso di indagare quanto prima sull’abuso di potere computo da Obama.

Le accuse sono state riversate a valanga su Twitter dove, durante la notte del 4 marzo, Trump ha letteralmente invaso la sua bacheca con diversi “cinguettii” che inveivano contro Obama, presunto intercettatore delle sue telefonate dalla Trump Tower prima delle elezioni.

Per molti non è un caso che i tweet siano comparsi proprio durante la bufera sulle indagini tra Trump e la Russia: probabilmente il presidente ha accusato Obama per distogliere l’attenzione dal caso diplomatico nato dai suoi legami con la nazione oltreoceano.

Ecco alcuni suoi tweet:

"Quanto è caduto in basso il presidente Obama per decidere di intercettare i miei telefoni durante il sacro processo elettorale. Questo è il Nixon/Watergate. Cattivo (o malato) ragazzo?".

"Scommetto che un bravo avvocato farebbe un’ottima causa sul fatto che il presidente Obama intercettava le mie comunicazioni ad ottobre, proprio prima delle elezioni"

E ancora:

"E’ legale che un presidente in carica faccia intercettazioni sulla corsa presidenziale prima del voto? Su questo già si era pronunciato un tribunale. Toccato di nuovo il fondo".

Le terribili insinuazioni di Trump hanno lasciato l’opinione pubblica americana e non letteralmente a bocca aperta. Ciò che è stato più grave è che Trump non ha portato alcuna prova a sostegno delle sue tesi ma solo forti calunnie.

Le presunte intercettazioni non ci sono mai state: questo è quanto ha sostenuto il presidente dell’FBI, James Comey, che ha insistito affinché il Dipartimento di Giustizia possa rendere pubblica la verità.

Le tesi complottiste di Trump stanno rischiando di scatenare uno scontro istituzionale senza precedenti: non solo è stato pubblicamente affermato il falso e condannato con parole forti un ex presidente ma è stato gettato anche del fango sul Bureau investigativo, implicitamente accusato di aver violato la legge.

Nonostante le richieste dell’FBI di fare chiarezza sulla verità dei fatti, dal Dipartimento di Giustizia ancora non è ancora arrivata la smentita ufficiale: probabilmente contraddire pubblicamente Trump rappresenterebbe un’onta insopportabile per gli equilibri della Casa Bianca.

Oltre a tutto il resto, i riferimenti al maccartismo e allo scandalo Watergate non sono stati meno gravi: quel periodo storico ha segnato profondamente la storia americana e ancora oggi non può essere dimenticato.

Che cos’è lo “scandalo Watergate”?

Lo scandalo Watergate è stato un caso di scandalo politico straordinario che ha coinvolto gli Stati Uniti nel biennio 1972-74 ed in particolar modo i repubblicani, il cui esito ha portato alle dimissioni del presidente Nixon.

Durante la guerra in Vietnam ed in piena campagna elettorale per le vicine elezioni presidenziali che vedevano come favorito il presidente repubblicano, gli agenti della CIA con qualunque mezzo, illegale e non, stroncarono qualsiasi dissenso.

La squadra di spionaggio, commissionata dal futuro presidente repubblicano Nixon, venne scoperta sul luogo del crimine quando gli agenti furono sorpresi all’interno degli uffici dei democratici a Watergate.

Nonostante i reiterati tentativi di Nixon di insabbiare la responsabilità dell’accaduto, alla fine fu costretto a dimettersi nel più completo scandalo.

Non servono ulteriori commenti per capire la gravità del paragone di Trump con la vicenda Watergate, cosa che ha letteralmente infiammato l’opinione pubblica.

Che cosa ne pensa l’opinione pubblica delle accuse di Trump?

Una valanga di critiche per il comportamento del presidente degli Stati Uniti arrivano sia dai repubblicani che dai democratici che non hanno mancato di commentare la grave vicenda.

Ben Rhodes, ex vice consigliere per la sicurezza nazionale, sempre su twitter ha accusato Trump di essere solo un bugiardo perché, come ben si sa, nessun presidente può ordinare un intercettazione.

Anche Kevin Lewis, portavoce di Obama, ha sostenuto quanto detto da Rhodes con la sua dichiarazione:

"È semplicemente falso. Una regola fondamentale dell’amministrazione Obama è stata quella secondo cui nessun responsabile della Casa Bianca ha mai interferito con le indagini guidate dal Dipartimento alla giustizia".

Dall’ala democratica Nancy Pelosi, leader dei democratici alla Camera dei rappresentanti del Congresso Americano, ha definito le accuse di Trump semplicemente vergognose e incommentabili.

C’è stato anche chi non si è accontentato di criticare semplicemente le accuse di Trump ad Obama: il senatore repubblicano, Ben Sasse, ha addirittura chiesto al presidente di dare contezza di quanto ha affermato.

Il presidente ha il diritto ed il dovere fornire prove su quanto ha scritto pubblicamente, fatto che ha una certa gravità. Ben Sasse ha dato voce ad un pensiero diffuso in tutta l’opinione pubblica: Trump deve spiegarsi.

Non è tollerabile che, come è stato deciso alla Casa Bianca, non si parli più della vicenda fino al sopraggiungere delle prove. E’ necessario parlarne, perché sono state mosse accuse importanti che devono avere necessariamente una spiegazione plausibile.