Autore: Teresa Maddonni

Tassazione - Legge - Legge di Bilancio - Sigaretta elettronica

6
Nov

Tassa sulle cartine nella Legge di bilancio 2020: azienda di Treviso blocca 140 assunzioni

La tassa sulle cartine entra nella Legge di bilancio 2020 e interessa principalmente produttori e fornitori e ha portato un’azienda di Treviso del settore al blocco di 140 assunzioni.

La tassa sulle cartine per sigarette prevista nella Legge di Bilancio 2020 ha portato un’azienda di Treviso a bloccare 140 assunzioni previste in un piano triennale. L’azienda è la International Tobacco Agency (Ita) che si occupa della commercializzazione di articoli per fumatori.

Ad annunciare il blocco del piano è stato Marco Fabbrini, amministratore delegato della Ita che possiede in totale 280 dipendenti. Intanto in queste ore la Legge di bilancio 2020 è in discussione al Senato.

È ancora tutto in divenire, ma per il momento la tassa sulle cartine e sui filtri non viene vista di buon occhio dagli addetti ai lavori e rischia di assumere le proporzioni di una stangata.

Tassa sulle cartine, ecco perché l’azienda di Treviso blocca 140 assunzioni

La tassa sulle cartine, e sui filtri, inserita nella Legge di bilancio 2020 mette alle strette un’azienda di Treviso che blocca così 140 assunzioni. L’azienda di Carbonera (TV), la International Tobacco Agency (Ita) aveva infatti previsto un piano triennale di assunzioni che oggi, mentre la Legge di bilancio è in discussione al Senato, rischia di saltare.

A comunicarlo è stato l’amministratore delegato, Marco Fabbrini a capo dell’azienda di 280 dipendenti e che fattura 5 milioni di ricavi, dei quali il 14% deriva proprio dalle cartine per le sigarette «sfuse».

Fabbrini ha spiegato perché l’azienda ha bloccato le 140 assunzioni in attesa di maggiori dettagli di una legge che è ancora in bozza, ma che lascia presagire il peggio.

Nella bozza della Legge di bilancio 2020 infatti è inserita una tassa su cartine e filtri per le sigarette da arrotolare pari 0,0036 euro su ogni pezzo contenuto nelle confezioni, con la conseguenza che una confezione da 50 cartine costerà 0,18 centesimi in più; una tassa questa che va a colpire produttori e venditori, ma che non è escluso possa ricadere anche sui fumatori.

Come riporta Il Sole 24 Ore, Manifatture Sigaro Tabacco ha calcolato un impatto della manovra da poco meno di 2 milioni di euro.

Sempre l’ad Fabbrini a Il Sole 24 Ore ha spiegato che, sulla base di una simulazione, su un fatturato di 5,4 milioni di euro, con la tassazione prevista in manovra la sua azienda andrebbe a pagare 5 milioni e 270 mila euro.

Una stangata insomma la tassa sulle cartine e filtri, per un’azienda come la Ita di Treviso che si occupa di tabacco a 360 gradi.

Fabbrini spiega come effettivamente già qualche anno fa, nel 2013, si verificò un episodio simile: la tassazione sulle sigarette elettroniche fu spropositata, fino al successivo condono e ridimensionamento della tassa, che ha portato a far risalire il fatturato nel settore dopo un piccolo tracollo.

Non solo tassa sulle cartine, prevista anche quella sulle sigarette

La tassa sulle cartine e filtri per il tabacco «sfuso» come anche la tassa sulle sigarette sono previste nella Legge di bilancio 2020.

La prima dovrebbe riguarda uno 0,0036 euro su ogni pezzo contenuto nelle confezioni, che per un pacchetto di 50 cartine si quantifica in una maggiorazione di 0,18 centesimi.

Per quanto riguarda le sigarette, le bionde, è prevista una aliquota di base che passerebbe dal 59,5% al 59,8% così da far entrare nelle casse dello Stato 53 milioni.

Per quanto riguarda i tabacchi lavorati l’aliquota di base aumenterebbe di mezzo punto e sempre ad aumentare sarà l’accisa minima dei trinciati per sigarette e sigari, almeno di 5 euro.

Non solo dunque la tassa sulle cartine, anche tabacco e sigarette saranno interessati a una maggiore tassazione. Una buona notizia per lo Stato che avrà più introiti, un po’ meno per i fumatori.