«Tra dieci minuti muori», le sconvolgenti storie dei maltrattamenti dei medici ai pazienti

«Tra dieci minuti muori», le sconvolgenti storie dei maltrattamenti dei medici ai pazienti

Repubblica Bari pubblica i racconti di alcuni parenti di persone decedute o ricoverate negli ospedali pugliesi. Tra insulti e furti, il quadro è poco rassicurante. Indaga la Procura.

L’edizione barese di Repubblica pubblica dei racconti oggettivamente scioccanti di persone che hanno perso i propri cari per colpa del COVID.

"Tra dieci minuti muori"

Il primo è quello di Angela Cortese, che ha perso suo padre a novembre. Quello che fa rabbia è il modo in cui i medici avrebbero trattato suo padre Francesco.

La donna, avvocato, racconta di aver parlato con un medico del Moscati di Taranto la mattina del 3 novembre. Questo gli avrebbe detto testualmente: “Suo padre non collabora, non vuole mettersi la maschera Cpap. Tra dieci minuti morirà: preparatevi!”. Il tutto, secondo la donna, con toni molto aggressivi e a voce alta, urlando.

"Quel medico sembrava una bestia inferocita. Quando gli ho chiesto della saturazione, lui mi ha risposto, urlando, che non c’era saturazione e che dieci minuti dopo mio padre sarebbe morto. Neanche i veterinari con i cani si comportano così".

A quel punto l’avvocato gli chiede se il suo genitore è lì vicino e il medico risponde, altrettanto, brutalmente che è lì, la sta ascoltando e, di nuovo, che "tra poco morirà". Secondo la Cortese i medici non avrebbero somministrato nessuna terapia al padre malato di COVID, “solo ossigeno, solo la CPAP”, racconta.

Non solo maltrattamenti

Su questo e tanti altri episodi è stata aperta un’indagine dalla procura, nella quale la Cortese dovrà testimoniare.

Nello stesso articolo si parla anche di altri problemi in vari ospedali pugliesi e viene sottolineato come il sistema sanitario regionale non fosse affatto pronto per la seconda ondata che si sta rivelando anche più violenta della prima sotto molto aspetti.

Oltre alle morti sospette, alle condizioni igieniche precarie di molti anziani ricoverati tra ottobre e novembre, un altro aspetto della faccenda che solleva molti dubbi è la sparizione di oggetti di valore. Cellulari, catenina d’oro, anelli.

Qualcuno denuncia addirittura che i filmati girati negli ospedali con i cellulari di alcune persone ricoverate sono stati misteriosamente cancellati. Una volta finita l’emergenza sanitaria, bisognerà chiarire cosa sia successo in questi mesi terribili, quanti dei decessi avvenuti potevano essere evitati e di chi sono le responsabilità.