Roma, allarme cimici asiatiche: dagli orti del Nord Italia alla Capitale

È allarme cimici asiatiche. Roma è questa volta la città interessata: dai frutteti del Nord Italia questi insetti si presentano ora nel rione Prati della Capitale.

E dopo l’allarme smog a Torino e Milano, è di nuovo allarme cimici asiatiche. Roma, questa volta, è la protagonista di questa storia, che fino a poco tempo fa riguardava solo il Nord Italia.

Le cimici asiatiche, infatti, sono arrivate in Italia cinque anni fa e si sono insediate soprattutto nei campi e negli orti dell’Emilia Romagna, della Lombardia e del Piemonte. Adesso, da qualche giorno, arriva la denuncia dalla Capitale: le cimici si sarebbero spostate dai campi alla città.

Allarme cimici asiatiche, Roma: come riconoscerle e dove trovarle

Più precisamente, sono gli abitanti del quartiere Prati di Roma a denunciare questa situazione. I residenti parlano di «interi appartamenti infestati da questi insetti», che spesso si ritrovano sulle grate delle finestre o anche morti sui marciapiedi.

Come riportato dal Corriere della sera, i residenti del quartiere Prati hanno già fatto una segnalazione al Comune, ma senza alcun riscontro:

«L’Ama ha risposto il 6 ottobre affermando che la problematica non è di sua competenza, mentre l’ufficio Gestione specie sinantropiche del Comune ha risposto l’undici ottobre che la questione sarebbe stata esaminata ma occorreva un mese per un riscontro.»

Riconoscere questi piccoli insetti non è troppo difficile. La cimice asiatica, il cui nome scientifico è Halyomorpha halys, ha la forma a scudo tipica delle cimici, ma a differenza delle cimici nostrane non è verde, ma di colore marroncino. In più, sulle antenne ha delle bande luminose alternate a bande scure.

Sono considerate insetti dannosi per l’agricoltura perché fitofagi: si nutrono di vegetali, da cui traggono sostanze importanti per la loro sopravvivenza.

Le cimici asiatiche: dalla Cina all’Italia, quando sono arrivate

La Halyomorpha halys è un insetto tipico di Cina, Taiwan e Giappone e per questo è chiamata cimice asiatica. Ciò non toglie che riesce a volare per lunghe distanze e che in qualche modo è riuscita a raggiungere anche altri paesi: questo è il caso dell’Italia.

Compare per la prima volta cinque anni fa, in Emilia Romagna, quando alcuni agricoltori le notano nei loro frutteti e inizia la lotta per debellarle. Che però nella maggior parte delle volte è perdente.

La cimice asiatica, infatti, è incredibilmente resistente e si diffonde in maniera rapida, spesso difficile da controllare completamente. Per questo ha causato gravi danni all’agricoltura e alla frutticultura in particolare.

Difficili da debellare, proliferano con il caldo e sono in grado di volare dai 2,5 ai 5 km al giorno. Questo è un fattore molto importante, perché anche quando vengono eliminate in una determinata zona, si spostano in un’altra per sopravvivere e da lì proliferano ancora, infestando i campi.

Per quanto riguarda Roma, è strana la loro presenza in città, trattandosi di insetti che si nutrono di frutti. Alcuni esperti suggeriscono che possano essersi spostate nella Capitale per svernare.