Autore: Paolo Marsico

Matteo Renzi

Renzi:"Ho chiesto di vedere Conte".

Il leader di Italia Viva parla in conferenza stampa al Senato dei temi che maggiormente agitano la maggioranza, chiedendo , inoltre , un incontro con il Presidente del Consiglio

Il governo ottiene la fiducia in Senato, sul decreto intercettazioni con 156 voti a favore, 118 contrari e nessun astenuto. Il documento passerà ora alla Camera. L’ex Presidente del Consiglio , Matteo Renzi, attualmente leader di Italia Viva, pur non partecipando alla votazione ha tenuto una conferenza stampa in una delle sale del Senato, per parlare del piano sulle infrastrutture insieme ad esponenti di Iv-Psi. Inoltre l’ex premier ha ufficialmente chiesto un incontro con l’attuale Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, dopo che il suo partito, Italia Viva, ha più volte votato in dissenso con il governo in merito agli ordini del giorno del decreto “milleproroghe”.

Le parole di Matteo Renzi

“Il nostro obiettivo è dare una mano al Paese - ha dichiarato Matteo Renzi - sia che continuiamo a stare in maggioranza sia che la maggioranza sia un’altra, come evocato da chi pensa alla sostituzione con dei responsabili, che magari si verificherà nelle prossime settimane, del tutto legittima. L’elezione del sindaco di Italia – continua - e la trasformazione del reddito di cittadinanza da sussidio a aiuto fiscale per le imprese i lavoratori sono fra le priorità di Italia Viva per il Paese. Ci sono - ha spiegato ancora Renzi - due esempi di buon funzionamento: la ricostruzione del Ponte di Genova e l’Expo di Milano. Dunque la nostra proposta è mettete i commissari nei cantieri più importanti di questo Paese. Mettete cento commissari in questo Paese e l’Italia svolta”.

Trovare compromessi

L’ex sindaco di Firenze ha inoltre dichiarato di aver chiesto un incontro con Conte, dopo averlo sentito dopo il suo intervento in Senato, e di non avere nessuna intenzione di rompere con l’attuale maggioranza, ma anzi l’intenzione principale è quella di trovare compromessi finchè sarà possibile farlo. Poi riferendosi al decreto sulle intercettazioni, Renzi ha ribadito che non si tratta di fiducia ad un singolo ministro, ed inoltre su Autostrade si è dichiarato favorevole al fatto che sia l’azienda a pagare per i danni causati, sperando che non avvenga il contrario in nome di un populismo senza senso.

Parola di ex sindaco

«Ho fatto il sindaco – ha infine dichiarato Renzi - la paura del danno erariale da una parte e dell’abuso d’ufficio dall’altra rischia di creare un blocco prima psicologico e poi normativo. Se io devo rischiare la mia casa o magari, con l’abuso d’ufficio, vengo condannato in primo grado per un reato che può sembrare bagatellare, il blocco è sulle opere piccole e medie».