Autore: Ranjitha Mancini

Matteo Renzi - PD - Primarie - segretario partito

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Mag 2017

Primarie PD, Renzi di nuovo leader: vince con il 70% dei voti

Risultati Primarie PD: Renzi di nuovo segretario del partito con più del 70% dei voti. Alle urne quasi 2 milioni di persone per eleggere il nuovo leader del PD.

Matteo Renzi vince le primarie del Partito Democratico con oltre il 70% dei voti e viene riconfermato nella carica di segretario, situazione verificatasi per la prima volta dalla nascita del partito.

Sebbene i risultati delle primarie del PD di domenica 30 aprile non siano ancora ufficiali, si calcola che in alcune zone d’Italia Renzi abbia raggiunto persino il 75% delle preferenze da parte degli elettori. Soltanto nelle regioni del sud l’ex premier ha ottenuto meno voti, in favore di Andrea Orlando e soprattutto di Michele Emiliano, che nel complesso hanno ottenuto rispettivamente soltanto il 20% e il 5% dei voti.

Dopo la cocente sconfitta al referendum del 4 dicembre, in questo caso per Matteo Renzi si è trattato invece di una vittoria annunciata, soprattutto nei sondaggi delle ultime settimane: l’ex premier godeva inoltre dell’appoggio del 95% dei segretari regionali del PD, del 66% dei parlamentari e di numerosi sindaci di città capoluogo governate dal PD.

Renzi ha affidato il primo commento a caldo ad un post su Instagram, nel quale ha pubblicato un biglietto di ringraziamento per gli elettori firmato da lui e dal suo vice Maurizio Martina.

Renzi vittoria Primarie PD

L’affluenza alle urne è stata numerosa, sebbene di gran lunga inferiore rispetto alle cifre raggiunte con le primarie del 2014, in cui sono stati registrati ben 800mila voti in più rispetto agli attuali 2 milioni.

Primarie PD: obiettivi di Renzi come nuovo segretario del partito

Matteo Renzi è di nuovo alla guida del PD: eletto di nuovo segretario del partito, l’ex premier ha tenuto un lungo discorso per la sua vittoria presso la sede del Partito Democratico di largo del Nazareno a Roma, accompagnato dal suo fedele vice Maurizio Martina, oltre che da Maria Elena Boschi, Matteo Richetti e Gennaro Migliore.

Prima di tutto Renzi ha voluto ringraziare gli altri due contendenti, il guardasigilli Andrea Orlando e il governatore della Puglia Michele Emiliano, sottolineando la necessità di un PD forte e compatto su tutto il territorio nazionale e assicurando che non si tratta di un «partito personale». I due principali avversari, invece, sono per il neo-segretario il Movimento 5 Stelle e un’Europa che a suo dire non funziona più.

Queste le parole di Matteo Renzi nel discorso al Nazareno:

"L’alternativa al populismo non è nel salotto, nei tweet, non è l’elite che decide, l’alternativa al populismo è il popolo. [...] Noi vogliamo cambiare l’Europa, lo diciamo con umiltà e responsabilità. Perché questa è la missione storica dell’Italia. Non accontentarsi di prendere l’elenco delle cose da fare dall’Europa ma andare a proporre a Bruxelles un cambiamento vero".

Anche in questo caso, comunque, non mancano alcune voci contrarie, tra cui quella di Sandra Zampa della mozione Orlando, la quale ha persino affermato che il PD si è ormai trasformato in PDR, alludendo quindi all’eccessiva personalizzazione del partito. Sandra Zampa ha comunque auspicato che

"Renzi sappia ascoltare, è una persona saggia, matura e astuta: mi pare che l’intenzione sia quella di aprire il partito, altrimenti si riduce e di questo non è contento neanche Renzi".

Primarie PD: affluenza alle urne e seggi chiusi per irregolarità

Matteo Renzi ha quindi vinto le primarie del PD grazie al voto del 70% degli elettori. Ben 2 milioni di persone si sono recate a votare per il nuovo segretario del PD nei 10mila gazebo e seggi allestiti in tutta Italia. Circa 80mila i volontari impegnati per tutte le procedure di voto di questa domenica 30 aprile.

Un’affluenza ben al di sopra delle aspettative se si pensa che lo stesso Renzi, nel corso del dibattitto andato in onda su Sky lo scorso 26 aprile, aveva affermato che con un minimo di 1 milione di persone ai seggi si sarebbe già potuto parlare di un successo delle primarie. Cifra sulla quale non concordavano invece Orlano ed Emiliano, che hanno accusato l’ex premier di non aver pubblicizzato a sufficienza l’appuntamento.

La vittoria di Renzi è stata schiacciante: 75% dei voti in Piemonte, quasi 80% in Toscana, 72% a Milano, 71,9% a Bologna. Come spesso accade, anche stavolta non sono mancate polemiche e irregolarità che hanno portato alla chiusura dei seggi di Nardò e di Gela.
Emiliano ha però fatto sapere che farà ricorso per la chiusura dei due seggi, in quanto

"I casi di chiusura dei seggi di Nardò e Gela sono pretestuosi e tendono ad escluderci in realtà dove era annunciata la nostra vittoria. Presenteremo ricorso perché il voto delle persone libere non può divenire cartastraccia".