Autore: B.A

Pensione

25
Mag

Pensioni: nuova riforma in arrivo ma sul modello Fornero, lo sostiene Bagnai

L’economista avanza una ipotesi piuttosto dura sugli effetti della crisi economica di oggi.

Tutti e due i grandi decreti di sostegno alle famiglie e ai lavoratori colpiti dalla crisi per il coronavirus, sono fatti a debito. Tra decreto Cura Italia e decreto Rilancio, dal bonus autonomi, alla cassa integrazione, dal reddito di emergenza al bonus monopattino, il governo ha messo nel piatto 80 miliardi che graveranno sul debito pubblico.

Adesso occorrerà attingere alle risorse europee, tra Mes, Sure e Recovery Fund. Si tratta degli strumenti di aiuto che la UE dovrebbe attivare per gli Stati colpiti dalla pandemia e dai suoi terrificanti effetti economici. Ma c’è chi pensa che l’accesso al Recovery Fund per esempio, avrà ripercussioni inevitabili anche sulle pensioni.

Tra l’altro il sistema previdenziale italiano è da tempo oggetto di ipotesi di riforma. Ma il perdurare della crisi e la necessità per l’Italia di recuperare risorse, lascia in campo l’ipotesi di una nuova riforma, ma in stile Fornero. La pensa così il Senatore e noto economista Alberto Bagnai.

Una nuova riforma lacrime e sangue

La paura di molti è che a causa della situazione di emergenza sanitaria ed economica di questi mesi, possa entrare in scena una riforma sulla falsariga di quella Fornero. E quando si parla di riforma Fornero, tutti sanno che si inseriscono i requisiti di accesso alle pensioni, a partire dalla età pensionabile.

Le manovre di questi mesi, decreti emergenziali che servono per sostenere lavoratori, imprese, famiglie e sanità, produrranno un inevitabile incremento del debito pubblico, che adesso è salito al livello record del 155,7%. Rispetto al 2019, il PIL è, anche in questo caso, inevitabilmente calato. Un drastico calo dell’8%, confermato dal Def con perdite da 126 miliardi di euro in un solo anno.

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Occorrono nuove riforme

Se fino a gennaio governo e sindacati continuavano a programmare incontri sul tema della riforma delle pensioni, con l’intenzione di creare uscite anticipate basate su criteri di flessibilità, adesso se riforma deve essere, sarà una indirizzata sulla riduzione della spesa previdenziale. Gioco forza bisognerà attingere agli aiuti europei, e se il Mes con le condizionalità di cui sono composti i trattati, può fare paura, anche attingere alle altre misure d’aiuto comunitario, non sono certo libere da vincoli.

Anche se non lo si dice, l’Italia che attinge al Recovery Fund, non potrà certo sperperare soldi. Come sostiene l’economista e professore universitario, Alberto Bagnai, il ricorso al Recovery Fund da parte dell’Italia, ci obbligherà a prevedere una serie di riforme. L’Italia non potrà continuare a sostenere una spesa previdenziale tra le più pesanti degli Stati Membri. Impossibile che dall’Europa, ci concedano una riforma diversa da una che tagli questa spesa.

Anzi, secondi Bagnai, le misure che si varano oggi, avranno una inevitabile influenza sulle prossime manovre finanziarie. E potrebbe manifestarsi una riforma “stile Fornero”, con inasprimento dei requisiti, e con nuove e meno favorevoli per i pensionati, regole di calcolo delle pensioni. Bagnai, che attualmente è Senatore della Repubblica, in forza alla Lega di Salvini, parla di un Recovery Fund che non è un finanziamento a fondo perduto. Sarà un prestito, da restituire, e soprattutto, da distribuire tra gli Stati che si impegneranno ad eseguire riforme virtuose, votate all’austerità.