Autore: Daniele Morritti

Regno Unito - Unione Europea - Francia

22
Feb

Oxford contro Brexit: la celebre università apre una sede a Parigi

L’Università di Oxford teme la Brexit e tratta con i francesi l’apertura di una sede a Parigi. L’obiettivo è accedere ai Fondi UE anche dopo la Brexit.

Università di Oxford contro Brexit: l’Università di Oxford, tra le più antiche e prestigiose al mondo, tratta con i francesi l’apertura di una sede distaccata a Parigi. Il motivo? Continuare a incassare i Fondi UE anche dopo la Brexit.

Con la Brexit le università britanniche, tra cui Oxford, non potranno più accedere ai Fondi UE per l’istruzione e la ricerca. Ragion per cui Oxford sta pensando di aprire una sede a Parigi e ovviare così ai rischi connessi alla Brexit. Anche l’Università di Warwick sembra decisa ad intraprendere la stessa strada, verosimilmente a partire dal 2018.

Dal canto loro le autorità accademiche francesi si sono dette disponibile a ospitare nel quadrilatero universitario parigino le sedi distaccate di Oxford e Warwick. Due ragioni spiegano la scelta storica di Oxford di aprire all’estero una sede dopo 700 anni di onorata attività entro i confini britannici:

  • Mantenere un ponte con l’UE indipendentemente, e in risposta, alla Brexit;
  • Preservare lo status di top university, minacciato dalla Brexit: i critici ritengono che la qualità dell’offerta formativa di Oxford dipenda in buona parte dai Fondi messi a disposizione dall’UE.

Perché Oxford vuole aprire una sede a Parigi?

La Brexit spaventa a tal punto che l’Università di Oxford, una delle più importanti istituzioni accademiche al mondo, sta pensando di aprire una sede a Parigi e ovviare così ai rischi connessi alla Brexit. Dietro la scelta paventata dai quadri di Oxford ci sarebbe l’intenzione di mantenere i rapporti con l’UE e, soprattutto, preservare i Fondi per l’istruzione e la ricerca che spettano ai Paesi membri dell’UE.

Grazie al programma Horizon 2020, infatti, il sistema accademico britannico riceve ogni anno dalle casse dell’UE circa 2 miliardi di sterline, somma con la quale le università britanniche implementano i finanziamenti nazionali all’istruzione e alla ricerca. Un cifra considerevole che gli apologeti dell’UE d’oltremanica ritengono assolutamente indispensabile per garantire la qualità dell’offerta formativa.

Come ha riportato il Telegraph

"Come parte del piano, le università britanniche [per il momento Oxford e forse Warwick, Nda] aprirebbero [a Parigi] corsi di Laurea, programmi studio, doppie lauree e laboratori di ricerca"

Un’opzione, questa, ampiamente caldeggiata dalle autorità accademiche francesi, entusiaste di aprire le porte di Parigi al prestigio di Oxford. Sono in corso al momento consultazioni col Governo francese e, soprattutto, con la Commissione UE, senza l’avallo della quale è assai improbabile che il progetto vada in porto.

Oxford teme inoltre che la Brexit finisca per dissuadere potenziali studenti dalla scelta della Gran Bretagna come base di partenza per la costruzione di una carriera.

In altre parole sta ramificandosi nella società accademica britannica la convinzione seconda la quale gli studenti internazionali optino per Oxford e le altre università del Russel Group (il corrispettivo britannico della Ivy League americana) non solo per il prestigio, ma anche perché la qualità dell’offerta formativa è corroborata dall’appartenenza della Gran Bretagna all’UE.