Nuovo colpo alla Mafia, arrestati 11 fiancheggiatori del boss Matteo Messina Denaro

Nella mattinata di martedì 21 dicembre la Squadra mobile di Trapani, nell’ambito dell’operazione Ermes 2, ha arrestato undici fiancheggiatori vicini al boss latitante Matteo Messina Denaro, assestando così un nuovo duro colpo alla mafia. Tra questi il figlio del boss Mariano Agate, Epifanio.

Un nuovo colpo ai danni della cosca mafiosa capeggiata dal boss latitante Matteo Messina Denaro, è stato arrestato dalla Squadra Mobile di Trapani nella mattinata di martedì 20 dicembre. All’alba di martedì, infatti, la vasta operazione antimafia rinominata Ermes 2 ha portato all’arresto di undici fiancheggiatori vicini al clan Denaro, e al sequestro di tre imprese controllate dalla mafia.

Secondo le indagini coordinante dalla Direzione distrettuale antimafia di Palermo il boss Denaro attraverso le tre imprese poste sotto sequestro era in grado di controllare e condizionare gli appalti nella zona del Trapanese. Nella vasta operazione sono stati impegnati circa settanta uomini della polizia di Trapani, Palermo, Mazara del Vallo e Castelvetrano. In particolar modo sotto esame degli investigatori vi erano i lavori per la realizzazione del parco eolico di Mazara del Vallo e alcuni lavori di ristrutturazione della struttura ospedaliera.

Colpo alla mafia, sotto la lente gli appalti di Trapani

L’indagine della DDA di Palermo, secondo quanto dichiarato dagli inquirenti, ha fatto venire a galla «i saldi contatti tra il clan mafioso di Mazara del Vallo, retto da Vito Gondola, e quello di Castelvetrano» oltre a svelare «gli accordi per spartirsi gli appalti sotto le direttive del latitante Messina Denaro al quale Gondola si rivolgeva per dirimere le varie controversie insorte». Le imprese posto sotto sequestro, hanno fatto sapere gli inquirenti, «erano direttamente controllate dalle famiglie mafiose attraverso prestanome».

Mafia, tra i fiancheggiatori anche il figlio del boss Mariano Agate

Tra gli undici arrestati nell’operazione Ermes 2 figura anche un nome illustro legato all’ambiente mafioso siciliano. Si tratta del figlio del boss Mariano Agate, Epifanio, gestore di due società che lavorano nel settore della pesca.
Mariano Agate, morto nel 2013, era stato condannato al carcere a vita per la strage di Capaci, e a un’ulteriore ergastolo per sette omicidi, tra qui quelli del giudice Giangiacomo Ciaccio Montalto e di Vito Lipari, sindaco di Castelvetrano (per quest’ultimo fu poi assolto in cassazione). Uomo di riferimento di Totò Riina, Agate nonostante si trovasse in regime di carcere duro, nel 2004 era stato coinvolto in un’indagine per essere riuscito a far arrivare ordini al figlio Epifanio.