Minzolini si dimette. Il Senato ha accolto la richiesta

Augusto Minzolini, deputato di Forza Italia, non farà più parte del Senato, che ha votato accogliendo le sue dimissioni. Ecco cosa sta succedendo in queste ore.

Augusto Minzolini è nell’occhio del ciclone da diversi mesi e dopo un primo rifiuto sulla sua decadenza, avvenuto il 16 marzo 2017, si arriva ora al voto favorevole. Il problema del senatore di Forza Italia è la sua condanna per peculato nel periodo in cui è stato direttore del Tg1.

Il Senato nella giornata di oggi ha accolto le dimissioni dell’ex direttore del Tg1, con una votazione di 142 Sì; 105 No e 4 astenuti. Il capogruppo del PD, Luigi Zanda, come annunciato in precedenza ha richiesto la votazione palese (pratica che non è prevista per le votazioni sulle persone). La proposta è stata respinta e in aula ci sono stati momento di discussione, ma subito dopo è tornata la calma.

Augusto Minzolini, prima che fosse effettuata la votazione ha detto:

Grazie per aver votato no alla decadenza il 16 marzo. Ma adesso il Senato non abbia paura [...] Io non ho nessun obbligo, il mio è un gesto di coerenza politica. Questa non è la partita di ritorno del voto di marzo, i giustizialisti quella partita l’hanno già persa

Il 16 marzo la decadenza di Minzolini venne votata come contraria e varie problematiche da allora si sono avute all’interno del Partito Democratico. La richiesta odierna di Zaia deriva infatti dal sospetto che alcuni senatori avessero votato contro la decadenza in quella giornata di marzo.
Proprio questi voti infatti hanno reso possibile a Minzolini la permanenza nel Senato per un altro lungo mese, fino alla decisione di avanzare le sue dimissioni.

Lo stesso Minzolini ha infatti ringraziato il PD per il gesto coraggioso, che è stato compiuto nelle votazioni di marzo che dice “che ridà respiro non solo alle istituzioni ma alla politica intera”.
Una situazione non poco problematica quella che si è verificata in aula il 16 marzo, date le lotte interne che il PD deve affrontare al momento.

Minzolini, nel 2015, è stato infatti condannato per peculato, per aver speso oltre 65 mila euro con delle carte di credito della Rai. A nulla è servita la richiesta alla corte d’appello, che lo aveva condannato colpevole.