Autore: Giacomo Mazzarella

8
Set

Migranti: per questioni sanitarie fatti sbarcare 5 profughi, ma il Viminale conferma il blocco

Il Ministro dell’interno Lamorgese conferma la chiusura dei porti italiani

Non c’è più Matteo Salvini nel ruolo di Ministro dell’interno ma soprattutto in materia migranti le polemiche sono sempre di attualità. Tiene sempre banco la questione della Alan Kurdi, nave della ONG tedesca «Sea Eye» da giorni in acque internazionali con 13 migranti a bordo recuperati nel Mar Mediterraneo. La nave da giorni ha chiesto alle autorità internazionali un porto sicuro dove attraccare.

Oggi il natante si trova in acque Maltesi, ma il governo di La Valletta non autorizza alcuno sbarco e non offre alcun porto sicuro. Un divieto che è il medesimo anche in Italia perché il Viminale con il neo Ministro dell’interno Luciana Lamorgese ha confermato la chiusura dei nostri porti. Le problematiche sanitarie sulla nave però sono sempre più gravi tanto è vero che tra problemi di salute e tentati suicidi da parte dei profughi, sono stati evacuati alcuni dei 13 migranti a bordo della Alan Kurdi.

I decreti sicurezza ancora attivi

Sono stati evacuati cinque migranti a bordo della Alan Kurdi per motivi sanitari. Sembra che 4 di loro siano minorenni, con 3 ragazzi di 17 anni e uno di 15. I 13 migranti sono stati recuperati lo scorso 31 agosto. Erano in acque territoriali di Malta e da quel giorno che la ONG «Sea Eye» è in attesa del Piero sicuro di destinazione. Ripetute le richieste provenienti della Alan Kurdi che chiede sollecitudine nella decisione delle autorità internazionali, vista la situazione sanitaria a bordo.

Proprio l’ultimo tentativo di suicido a bordo avrebbe spinto le autorità a far sbarcare i 5 migranti. Di porto sicuro però ancora nulla, nessuna autorizzazione ne da Malta ne tantomeno dall’Italia con il nuovo Ministro dell’interno, l’ex Prefetto di Milano, Luciana Lamorgese, che ha confermando la piena validità del decreto sicurezza.

Polemiche e appelli

Il parlamentare del Partito Democratico, Matteo Orfini, ha chiesto al Viminale di operare con lo sblocco dei porti e di permettere per questioni di umanità, alla Alan Kurdi di attraccare in Italia per fare sbarcare i profughi. «Se il governo è nato con l’idea di discontinuità dal precedente esecutivo, discontinuità significa via le politiche di Salvini», questo ciò che ha detto l’onorevole Orfini con il suo appello rivolto alla Lamorgese.

Un appello che segue quelli della ONG per la quale la situazione a bordo «è sempre più grave per i naufraghi soccorsi». Da qui la richiesta della Sea Eye al governo italiano di assegnare al natante un porto sicuro subito, come previsto dalla legge e dai trattati internazionali. Oltre al deputato dem Matteo Orfini anche il leader di Sinistra italiana Nicola Fratoianni, uno di quelli che salirono sulla Sea Watch come solidarietà per i migranti salvati dal capitano Carola Rackete, auspica una inversione di tendenza del nuovo governo, la riapertura dei porti e la discontinuità dalle politiche sui migranti dell’ex titolare del Viminale, Matteo Salvini.