Autore: Stefano Calicchio

Crisi economica - Coronavirus

Mario Draghi sul Financial Times: il Coronavirus è “una tragedia umana di proporzioni potenzialmente bibliche"

L’ex Presidente della BCE interviene sulle pagine del Financial Times firmando un articolo sulla crisi del Coronavirus e sugli inevitabili riverberi economici. Ecco le parole di incoraggiamento ai governi al fine di portare avanti le azioni necessarie ad evitare il peggio.

“Le azioni intraprese dai governi devono essere sostenute”. Così Mario Draghi interviene sulla crisi del Coronavirus, che definisce come una “tragedia umana di proporzioni potenzialmente bibliche”. Secondo l’ex Presidente della Banca Centrale Europea, molti cittadini oggi si trovano a confrontarsi con la paura oppure con la perdita dei propri cari. Per questo motivo è così importante attuare decisioni “coraggiose e necessarie”.

Oltre al rischio di perdere la propria vita nel far fronte all’espansione del Coronavirus, moltissime persone rischiano infatti di essere travolte dalla grave crisi economica che si sta concretizzando. Le perdite si moltiplicano e diventano concrete tanto per le famiglie, che potrebbero trovarsi senza mezzi di sussistenza, quanto per le imprese che devono far fronte alle gravi condizioni in cui si trova l’intero sistema economico.

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Le parole di Draghi: “serve agire con sufficiente forza e velocità”

Stante la situazione, secondo Draghi quella che attende ora i governi è una sfida che richiede di “agire con sufficiente forza e velocità, per evitare che la recessione si trasformi in una prolungata depressione”. Tutto ciò, con la prospettiva che eventuali default possano creare dei danni non recuperabili.

In base a questa prospettiva, Draghi evidenzia come una strategia inevitabile ricorrere all’aumento del debito pubblico al fine di offrire delle risposte adeguate alle sollecitazioni subite dal sistema economico. Il riferimento va anche alle perdile del settore privato, che “devono essere assorbite”. Pertanto, bisogna considerare come “caratteristica permanente” la crescita dei livelli di debito pubblico.

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