Autore: Luca Macaluso

Alimentazione - Benessere

6
Mar 2020

Mangiare fegato fa male al diabete? Risponde la medicina

Mangiare il fegato di animale è possibile quando si soffre di diabete, ma occorre sempre prestare attenzione.

Il fegato di animale in Italia spesso viene mangiato. Infatti il fegato, quando si parla di alimenti, è un ingrediente molto utilizzato in cucina, pur se si tratta di frattaglie e scarto di animali. Bovino, ovino, di pollo, di tacchino, d’oca, sono molti i fegato di animali che in Italia vengono mangiati e che entrano in numerose ricette. Mangiare fegato stando a studi e teorie più o meno provate, fa bene alla salute. Infatti sembra che il fegato sia un alimento che rientra tra quelli fondamentali per un organismo.

In base alle sostanze che ha il fegato di un animale, occorre sempre chiedere un parere al proprio medico di fiducia, per evitare problemi di salute in soggetti che per patologie o allergie, potrebbero subire gravi conseguenze nutrendosi di questa frattaglia. Una cosa che sembra mettere tutti d’accordo è che il fegato può essere tranquillamente consumato da chi soffre di diabete, sempre però sentendo preventivamente il proprio nutrizionista.

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Mangiare fegato quando si sofre di diabete

Sembrerebbe che anche chi soffre di diabete possa tranquillamente nutrirsi di frattaglie di animale, anche se è consigliabile scegliere quelle magre. Nello specifico il fegato non può essere paragonato a lingua e trippa per esempio, che sono altre frattaglie comunemente consumate a tavola, ma più magre. Resta confermata però la poca quantità di zuccheri presenti nel fegato e questo è un aspetto che va considerato perché poco zucchero significa abbassare il rischio di aumentare la glicemia.

Dal punto di vista nutrizionale, del fegato si ricorda l’apporto rilevante di vitamine, acido folico, zinco, selenio, fosforo, colesterolo e purine. Pur se considerato un alimento ideale per le diete dimagranti, occorre ricordare che il fegato, pur se in minime quantità, contiene carboidrati, costituiti da glicogeno di riserva.

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Cosa bisogna sapere del fegato

La tipologia di fegato più consumato in Italia è senza ombra di dubbio il fegato di vitello. Il fegato, appartiene al primo gruppo fondamentale degli alimenti poiché contiene elementi nutritivi essenziali quali sono gli amminoacidi essenziali, isali minerali e le vitamine. Se allarghiamo il campo all’apporto energetico del fegato per uso alimentare, ciò che produce per chi se ne nutre, non è nulla di trascendentale, poiché il fegato produce apporto energetico medio, frutto quasi totalmente delle proteine in esso contenute.

Sempre dietro parere medico e soprattutto scegliendo prodotti di cui si è certi come provenienza, il fegato è un ottimo alimento. Occorre però prestare attenzione alla ricchezza di grassi del fegato. Capita spesso che gli annali da macello vengano sovralimentati, e questo andrebbe ad incidere sull’apporto di grassi di questa frattaglia.

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Sovralimentazione forzata che spesso riguarda le oche, di cui come dicevamo, una delle parti più utilizzate in cucina è proprio il fegato. Il fegato non contiene fibre, ma è ricco di colesterolo. Inoltre questa frattaglia è priva di lattosio, glutine ed istamina, che sono gli elementi che più comunemente danno fastidio a soggetti affetti dalle intolleranze alimentari più diffuse.