Lockdown totale in Italia o solo nel weekend? Governo Draghi ha anche altre possibili strategie

Lockdown totale in Italia o solo nel weekend? Governo Draghi ha anche altre possibili strategie

Mario Draghi ed il suo governo dovranno individuare una strategia di contenimento compatibile con le necessità socio-economiche, ad oggi le ipotesi sono diverse. Ma ci sono punti che permettono di avere le idee più chiare su ciò che potrebbe accadere.

Il coronavirus con le sue varianti genera timori. Al punto c’è chi ipotizza che tra le strategie di contenimento possa prefigurarsi un nuovo lockdown totale in Italia. Mario Draghi sarà l’uomo chiamato a guidare il Paese in una fase particolarmente delicata.

Il suo esecutivo dovrà adottare una strategia di contenimento che possa generare compatibilità tra le ragioni di salute pubblica e quelle di sopravvivenza economica. L’esercizio sarà da di puro equilibrismo, in una dimensione dove il malessere socio economico e i rischi sanitari spingerebbero verso direzioni opposte.

Nuovo lockdown in Italia, lo chiedono molti scienziati

Per capire cosa potrà accadere, meglio procedere per gradi. Ad oggi inizia ad emergere una corrente scientifica che chiede un nuovo lockdown totale in Italia. Uno strumento la cui efficacia è già stata validata dalla capacità di abbattere il contagio la scorsa primavera, ma che potrebbe costare troppo in altri termini.

All’interno dell’attuale maggioranza politica c’è, inoltre, una componente rilevante che, da tempo, spinge affinché si possa riaprire quanto più possibile per riaprire ciò che potrebbe ripartire con adeguati margini di sicurezza.

Chi si aspetta, però, che Mario Draghi sposi una linea tendente al “rischio aperturista” potrebbe restare deluso. Non è un caso che abbia scelto per la sua squadra di confermare il ministro della Salute.

Lockdown generale in Italia, come stanno le cose in relazione all’ipotesi

Roberto Speranza, anche nelle dichiarazioni rese in pubblico, ha sposato la linea della prudenza. Puntare su di lui è un segno tangibile del fatto che, pur facendo leva anche sull’autorevolezza dell’opinione di Mario Draghi e sui pareri di forze politiche che oggi sono arrivate al governo, difficilmente la linea governativa di discosterà in maniera rilevante da una scelta votata a limitare i rischi.

Anche perchè, come detto, all’orizzonte c’è l’incognita varianti che pesa. Continuerà, perciò, ad esserci una strategia di contenimento. Una strada che sarebbe comunque diversa da quella che porterebbe a un nuovo lockdown totale in Italia.

Al momento il mantenimento della divisione a colori del Paese pare essere un orizzonte concreto. La serrata totale potrebbe scattare per quei territori dove le indagini scientifiche dovessero rilevare la presenza di nuove varianti in misura tale da prefigurare un imminente espansione.

Coronavirus, il lockdown potrebbe essere selettivo

La misura è già stata adottata in Umbria. In questi casi verrebbe decretata una zona rossa locale (comunale o provinciale), in cui sarebbe vietato uscire di casa senza motivazioni stringenti di salute, lavoro o necessità. Resterebbero, ovviamente, aperte unicamente le attività che si occupano di beni di prima necessità.

L’altra strategia, che potrebbe essere alternativa o consequenziale a quella delle zone rosse circoscritte, prevede un lockdown totale nazionale, ma circoscritto al weekend.

Lockdown nel weekend: soluzione già vista a Natale

Una scelta che assomiglierebbe a quella vista nel periodo natalizio, che avrebbe la funzione di non frenare le attività produttive durante la settimana e ridurre i rischi di contagio in giornate dove potenzialmente potrebbero avere luoghi maggiori momenti di convivialità.

Questa potrebbe essere una situazione che si potrebbe creare qualora dovessero peggiorare i dati epidemiologici. Così l’eventualità di un nuovo lockdown totale in Italia potrebbe davvero essere l’ultima scelta, qualora le strategie precedenti non dovessero sortire gli effetti desiderati.

A fronte di tutte queste ipotesi, il dato abbastanza certo è che ci sarà da stringere i denti per almeno due o tre mesi. C’è, inoltre, da confidare che contemporaneamente la campagna vaccinale si velocizzi e, di fatto, spinga nella direzione che volge alla normalità.