Autore: Ranjitha Mancini

cannabis - Legalizzazione - Proposta di legge

21
Feb

Legalizzazione cannabis, a breve una legge ad hoc?

Legalizzazione cannabis, dal commercio a scopo terapeutico all’uso ricreativo. Un anno e mezzo fa la proposta di legge in Parlamento, a quando l’approvazione?

Legalizzazione cannabis a scopo ricreativo? È possibile ma non semplice. Un anno e mezzo fa la proposta di legge per rendere legale il consumo di marijuana, non solo a scopo terapeutico ma anche ricreativo, è stata portata in Parlamento. Ma che fine ha fatto?

A una settimana dal suicidio del 16enne di Lavagna, gettatosi dal balcone di casa mentre i finanzieri perquisivano la sua stanza, il tema della legalizzazione della cannabis torna agli onori delle cronache. L’ex radicale Benedetto Della Vedova è da sempre in prima linea a sostegno della proposta di legge al riguardo.

Il viceministro degli Esteri Della Vedova ha quindi scritto una lettera ai presidenti delle commissioni Giustizia e Affari sociali della Camera, e ai capigruppo di Pd, Sinistra italiana e M5S, i tre partiti che hanno aderito da subito, assieme a sparute individualità di Forza Italia, all’intergruppo sulla cannabis.

Ma cosa prevede la proposta di legge sulla legalizzazione della cannabis? E perché è ferma in Parlamento da un anno e mezzo?

Legalizzazione cannabis: la proposta di legge

La proposta di legge per la legalizzazione delle droghe leggere a scopo ricreativo è stata deposita il 16 luglio 2015. Dopo un lavoro durato mesi e dibattito vivo e articolato, un intergruppo formato da varie forze politiche (Pd, Sinistra Italiana, Movimento Cinque Stelle, Gruppo Misto e Forza Italia) ha prodotto una proposta di legge che per la prima volta nella storia repubblicana d’Italia ha sfidato i confini delle commissioni ed è approdata in Aula soltanto un anni dopo, il 25 luglio 2016.

L’intergruppo, composto da 244 persone tra deputati e senatori, è stato coordinato dal viceministro degli Esteri Benedetto Della Vedova, ex radicale che da tempo si batte per ottenere la legalizzazione della cannabis in Italia. Il testo presentato prevede quindi la depenalizzazione della coltivazione, la commercializzazione e l’utilizzo della cannabis per uso ricreativo.

In particolare, il DdL consentirà di detenere fino a 5 grammi di marjiuana per uso ricreativo all’esterno, che salgono a 15 grammi in casa, senza dover dichiarare nulla.
Si potrà fumare solo negli spazi privati, chiusi o aperti, mentre rimane in vigore il divieto relativo ai luoghi pubblici aperti al pubblico e in ambienti di lavoro.
Depenalizzata anche la cessione gratuita anche alle persone maggiorenni entro il limite sopra indicato per la detenzione personale.

Il testo impone regole precise anche per quanto riguarda la vendita di cannabis: previa autorizzazione si potrà coltivarla e lavorarla e la vendita al dettaglio avverrà in negozi dedicati, forniti di licenza dei Monopoli. Sarà permessa anche la coltivazione in forma associata, ma per farlo sarà necessario costituire un’associazione senza fini di lucro composta da un massimo di 50 membri, ognuno dei quali potrà coltivare fino a 5 piante. Continueranno ad essere vietate, invece, l’importazione e l’esportazione.

Dopo essere stato depositato, il testo è approdato in Aula lo scorso luglio, ma nel corso della discussione in commissione Giustizia alle Camere è stato stabilito che il provvedimento debba tornare all’esame delle commissioni parlamentari. Questo perché a causa dei 1700 emendamenti presentati, la relatrice per la commissione Affari sociali, Margherita Miotto (Pd) non ha potuto far altro che chiedere più tempo per esaminare ciascuna proposta di modifica.

Ddl cannabis: quanto guadagnerebbe lo Stato?

In base ai dati rilasciati dall’Istat e dallo stesso intergruppo parlamentare che ha presentato la proposta di legge sulla depenalizzazione della cannabis, il mercato (ad oggi illegale) vale circa 12 miliardi di euro, spesi da circa 13 milioni di consumatori. Soldi che potrebbero finire nelle casse dello Stato in caso di legalizzazione, evitando così di gonfiare le tasche delle organizzazioni criminali.

Intanto anche Radicali italiani, associazione Coscioni e altre organizzazioni dell’orbita radicale hanno depositato alla Camera una proposta di legge di iniziativa popolare con oltre 60mila firme, che prevede oltre alla legalizzazione della cannabis la «decriminalizzazione» dell’uso di tutte le sostanze stupefacenti.
Il viceministro Della Vedova nei giorni scorsi ha spiegato che

"Sono passati purtroppo inutilmente molti mesi senza che fosse possibile riprendere il lavoro parlamentare sul disegno di legge per la legalizzazione, a causa delle elezioni amministrative, del referendum e del cambio di governo. L’impegno che noi oggi assumiamo in quanto parlamentari dell’Intergruppo Cannabislegale è lavorare nella parte restante della legislatura perché si ritorni immediatamente in Commissione e poi in aula con il voto".

Cannabis di Stato: uso terapeutico della marjiuana

In Italia la prescrizione della cannabis ad uso medico è stata introdotta dal Decreto ministeriale del 9 novembre 2015. La cannabis di Stato viene prodotta a Firenze, nello stabilimento chimico farmaceutico militare. Il 18 settembre 2014 il Ministero della Salute e quello della Difesa hanno firmato un accordo per un progetto pilota per la produzione nazionale di sostanze e preparazioni di origine vegetale a base di cannabis. I primi lotti di Cannabis FM-2 sono ufficialmente in commercio dal 14 dicembre 2016 e dal mese di gennaio sono presenti nelle farmacie italiane.

Il prodotto Cannabis FM-2 contiene il 5%-8% di THC e il 7,5%-12% di CBD, una concentrazione di principio attivo nettamente inferiore di quello presente nella cannabis che si trova “per strada”, utilizzata a scopo ricreativo. Dallo stabilimento fiorentino sono usciti 2.400 barattoli di cannabis terapeutica che saranno presto in commercio ad un prezzo poco inferiore ai 40 euro per un flacone da 5 grammi. Secondo le previsioni la produzione di cannabis alla fine del 2017 sarà arrivata a circa 100 chili.

I pazienti italiani che usano la cannabis per alleviare i dolori di alcune patologie risparmieranno il 30%. Con l’inizio della commercializzazione in Italia della cosiddetta cannabis “di Stato” non sarà più necessario importare a costi elevati il prodotto dell’estero, in particolare dall’Olanda, il Paese europeo che ha fatto di questo business la sua fortuna.