Le Pen e Frexit: cosa ne pensa la finanza internazionale?

Incontro al vertice tra i consiglieri di Le Pen e gli emissari di Blackrock Inc, Barclays PLC e UBS Group AG. Ecco di cosa hanno parlato.

I consiglieri economici di Marine Le Pen hanno incontrato gli emissari di banche e gruppi d’investimento internazionali per delineare nel dettaglio il programma economico di Marine Le Pen e l’eventuale Frexit (uscita della Francia dall’euro).

Marine Le Pen persegue un ritorno alla “sovranità monetaria” (Frexit) nonché una revisione completa dei Trattati che legano la Francia all’UE. Non è un mistero che la sua ascesa abbia turbato non poco i mercati finanziari, abituati - in Francia come in tutta Europea - ad una politica compiacente nei confronti degli affari.

L’incontro tra i consiglieri economici di Marine Le Pen e gli emissari di banche e gruppi d’investimento internazionale è, secondo Bloomberg, il sintomo che i mercati iniziano a convincersi che la vittoria di Marine Le Pen alle presidenziali di aprile e maggio e la Frexit siano tutt’altro che possibilità remote.

I consiglieri economici di Marine Le Pen hanno ragionato sull’avvenire economico della Francia e, se vogliamo dell’Europa, con gli emissari di banche e gruppi d’investimento internazionali tra cui:

  • Blackrock Inc;
  • Barclays PLC;
  • UBS Group AG.

Vediamo nel dettaglio quali argomenti sono stati trattati nei colloqui riportati da Bloomberg tra i consiglieri economici di Marin Le Pen e gli emissari di Blackrock Inc, Barclays PLC e UBS Group AG.

Frexit: cosa ne pensa la finanza internazionale?

I consiglieri economici di Marine Le Pen, Bernard Monot e Mikael Sala, hanno di recente incontrato gli emissari di banche e gruppi d’investimento internazionali tra cui Blackrock Inc, Barclays PLC e UBS Group AG. Secondo Bloomberg, i due avrebbero illustrato il programma economico di Marin Le Pen e, nello specifico, su quali basi la Leader frontista intenda strutturare la Frexit.

Il programma economico di Marine Le Pen per la Francia, è bene ricordarlo, verte sostanzialmente sul ripristino della sovranità monetaria. Le Pen intende, infatti, (re)introdurre il Franco dopo l’esperienza “fallimentare” dell’euro e (ri)dotare la Banca centrale francese delle prerogative di gestione e indirizzo macroeconomico soppiantate, con la creazione della BCE, dal Trattato di Maastricht. La rottura del vincolo monetario europeo è vista da Le Pen come la condizione necessaria per promuovere politiche keynesiane di sostegno alla domanda (al momento precluse dai vincoli di bilancio che l’Europa impone ai suoi membri).

Tuttavia, i mercati stanno prendendo in seria considerazione l’ipotesi che Le Pen possa imporsi alle presidenziali su candidati pro-business e filo-europeisti come Macron e Fillon. Secondo Bloomberg, è questa la ragione che ha spinto gli emissari di Blackrock Inc, Barclays PLC e UBS Group AG a incontrare i consiglieri economici di Le Pen.

Dalle indiscrezioni è emerso che Monot e Sala abbiano riferito agli emissari di Blackrock Inc, Barclays PLC e UBS Group AG che Le Pen intende uscire dall’euro nella maniera più ordinata possibile e che, una volta ripristinato il Franco e l’indipendenza della Banca centrale francese rispetto alla normativa stringente dell’eurosistema, il governo francese lavorerà per il mantenimento della stabilità economica.

Stando alle dichiarazioni di Monot e Sala rilasciate a Bloomberg, l’incontro con gli emissari di Blackrock Inc, Barclays PLC e UBS Group AG è servito a corroborare la credibilità internazionale di Le Pen. Alcuni degli emissari presenti hanno dichiarato a Bloomberg che il programma del Front National è “più sofisticato” di quanto non appaia sulla stampa e che, nel complesso, è tempo di trattare Marine Le Pen per quello che è: un nome caldo per l’Eliseo.